Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il sindacato RSU del Comune di Genova ha inviato una diffida all'amministrazione comunale. Le preoccupazioni riguardano spostamenti di personale, il piano assunzioni 2026, la gestione del Museo del Risorgimento e l'installazione di telecamere.

Critiche sulle decisioni del Comune di Genova

Il Comitato di Coordinamento della RSU del Comune di Genova ha formalmente diffidato l'amministrazione. La lettera, inviata agli assessori al Personale e alla Cultura, Rita Bruzzone e Giacomo Montanari, solleva cinque punti critici. Tra questi spicca la riallocazione di circa 13 dipendenti dalla sede di via del Seminario al Matitone. Questa mossa è stata definita una semplice «riallocazione logistica interna».

Un'altra forte preoccupazione riguarda il piano assunzioni per il 2026. La RSU lamenta la mancata previsione di nuove figure professionali. Nello specifico, mancano i profili di «Operatore Esperto Museale» e «Operatore Esperto Bibliotecario». Secondo il sindacato, questa programmazione equivale a un «azzeramento del turn over» del personale.

Gestione del Museo del Risorgimento sotto accusa

Il terzo punto della diffida si concentra sul Museo del Risorgimento. Le rappresentanze sindacali parlano di un «sabotaggio della sperimentazione oraria». Hanno denunciato la sottrazione di due unità operative dalla turnazione di accoglienza e sorveglianza. Queste risorse sarebbero state destinate a «compiti di supporto». Tale decisione, secondo la RSU, ha portato al «fallimento della sperimentazione pubblica». Viene contestato che si tratti di «diritto datoriale», definendola invece una «violazione del principio di correttezza e buona fede contrattuale».

Il quarto punto riguarda l'introduzione di telecamere di sorveglianza all'interno del Museo del Risorgimento. La RSU contesta l'installazione avvenuta «senza preventiva consultazione degli RLS e senza un preventivo accordo sindacale». Viene denunciata una gestione «torbida, unilaterale, antisindacale». Si sottolinea la piena violazione delle leggi vigenti, configurando anche «responsabilità di natura penale».

Contrasto alle condotte gestionali

L'ultimo punto sollevato nella lettera riguarda una replica a presunti «rilievi di carattere personale» rivolti al sindacato. La RSU chiarisce che il proprio mandato è valutare, giudicare e contrastare le «condotte gestionali e manageriali». Non si tratta, quindi, di attacchi personali ma di un'azione sindacale legittima.

Le richieste sindacali all'amministrazione

In seguito a queste criticità, il Comitato di Coordinamento della RSU del Comune di Genova ha avanzato precise richieste. Per il tavolo convocato per il 22 aprile, si chiede la presenza dell'assessore al Personale Rita Bruzzone, oltre a quella dell'assessore alla Cultura Giacomo Montanari. Durante l'incontro, si dovrà discutere dell'esito del trasferimento del personale di staff. Sarà inoltre necessario affrontare le conseguenze del Piano dei Fabbisogni 2026, con particolare attenzione alle assunzioni nei musei e nelle biblioteche.

Si richiedono chiarimenti su eventuali sviluppi di partenariati pubblico-privato. Vanno inoltre discusse le modifiche agli affidamenti a terzi che coinvolgono musei e biblioteche. Un altro punto fondamentale è la presentazione del testo relativo agli impianti di videosorveglianza nei musei civici. Si chiede di definire «chiare regole di gestione, accesso e conservazione dei dati».

Infine, la RSU richiede la fornitura anticipata di un elenco dettagliato delle chiusure o riduzioni dell'offerta ai visitatori per il Museo del Risorgimento. Si chiede anche il conteggio delle ore di straordinario, sia a pagamento che a recupero, e dei cambi turno effettuati dai lavoratori. Il Comitato di Coordinamento della RSU del Comune di Genova si riserva di attivare ogni tutela legale prevista. Ciò include la segnalazione agli organi ispettivi competenti e l'adozione di azioni sindacali a difesa dei diritti dei lavoratori e delle prerogative sindacali.

AD: article-bottom (horizontal)