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I sindacati del Teatro Carlo Felice di Genova esprimono forte preoccupazione per un esposto in Procura riguardante i bilanci. Temono che i lavoratori debbano farsi carico delle conseguenze di presunte irregolarità gestionali passate.

Dubbi sui bilanci del Teatro Carlo Felice

Il Teatro Carlo Felice di Genova è al centro di un'indagine interna. I vertici hanno deciso di presentare un esposto alla Procura. L'obiettivo è fare chiarezza su alcune operazioni finanziarie. Queste riguardano la gestione precedente del teatro.

La preoccupazione principale dei sindacati è chiara. Non vogliono che i lavoratori subiscano ulteriori sacrifici. La questione scatenante è la presunta supervalutazione di quattro allestimenti scenici. Questi furono acquistati dall'ex sovrintendente Claudio Orazi. L'acquisto avvenne dalla Scala per 30 mila euro.

Nel bilancio dell'anno 2024, questi allestimenti sono stati registrati con un valore di circa 1,5 milioni di euro. Tale valutazione ha permesso di chiudere il bilancio in attivo. Tuttavia, non ci sarebbe stata una perizia ufficiale a supporto. La valutazione sarebbe stata accettata basandosi sul parere di un esperto consultato dall'ex sovrintendente.

Verifiche e possibili ripercussioni finanziarie

Mario Menini, membro del Consiglio d'indirizzo sia all'epoca che attualmente, ricorda la discussione. Chiese informazioni su una stima ufficiale. Gli fu risposto affermativamente.

Fabrizio Callai, altro componente del Consiglio d'indirizzo, spiega la natura dell'esposto. Lo definisce un atto dovuto. Serve a verificare il reale valore delle scenografie acquisite. Questo, al netto di una perizia effettuata da un esperto di fama. Un possibile ridimensionamento di tale valutazione potrebbe avere un effetto a catena. Le ripercussioni potrebbero estendersi ai bilanci successivi.

Sonia Montaldo della Cgil sottolinea la responsabilità della gestione precedente. Esprime forte preoccupazione per un possibile commissariamento del teatro. I sindacati hanno richiesto un incontro urgente con la sindaca Salis.

Le denunce dei sindacati e le richieste di giustizia

Anna Rita Cecchini dello Snater afferma che la malagestione dell'ex sovrintendente Orazi è stata denunciata per anni. Si interroga su come si potessero ottenere bilanci in pareggio con il teatro vuoto. Sottolinea che la politica non c'entra sempre. La competenza professionale è fondamentale, ma in questo caso mancava.

Antonio Olivieri della Fials auspica l'individuazione delle responsabilità. Se sono state commesse illegalità, i colpevoli dovrebbero pagare. Ribadisce con forza che i lavoratori non devono essere sempre loro a pagare il prezzo. Negli ultimi decenni, il Carlo Felice è stato sostenuto dai sacrifici dei dipendenti. L'organico è passato da 320 a 258 unità, ora sono 242. La situazione è insostenibile.