Il Servizio per le Dipendenze di Genova non verrà trasferito da via Canevari. La decisione della Regione Liguria suscita forti critiche dal consigliere regionale del Pd, Simone D'Angelo, che parla di errore politico e metodologico.
Il Serd di Genova resta in via Canevari
La struttura del Servizio per le Dipendenze, precedentemente nota come Sert, situata in via Canevari a Genova, manterrà la sua sede attuale. Questa è la posizione espressa dall'assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicol. La conferma arriva in risposta a un'interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico, Simone D'Angelo. Quest'ultimo aveva richiesto delucidazioni sul futuro della struttura.
Originariamente concepita come soluzione temporanea, la sede di via Canevari è operativa dal 2018. Nel corso degli anni, sono emerse diverse criticità. Residenti e commercianti della zona hanno più volte segnalato problematiche legate allo spaccio e all'uso di sostanze stupefacenti. La presenza di siringhe a terra è stata una delle denunce più frequenti. Anche all'interno della struttura, la mancanza di una sala d'attesa adeguata crea disagi sia per gli utenti che per gli operatori sanitari.
Critiche e proposte di trasferimento
L'assessore Nicol ha dichiarato che la Regione intende migliorare la situazione logistica e strutturale della sede di via Canevari. Sono previsti interventi per creare spazi dedicati e una sala d'attesa più funzionale. L'assessore ha anche sottolineato che un eventuale trasferimento in un'altra area comporterebbe inevitabilmente nuove lamentele da parte di altri cittadini. La sede di via Canevari, tuttavia, ha rappresentato un problema per diverso tempo. Sia il Comune di Genova che il Municipio III Bassa Val Bisagno avevano richiesto formalmente il suo spostamento.
Il consigliere Simone D'Angelo ha espresso forte disappunto per le dichiarazioni dell'assessore Nicol. «Le parole dell'assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicol, sul futuro del Ser.D di via Canevari sono francamente sorprendenti», ha affermato D'Angelo. «Certificano l'ennesimo cambio di rotta improvviso e immotivato da parte della Regione». Ha definito la decisione «sbagliata nel merito e nel metodo».
Decisione politica e richieste future
Secondo D'Angelo, la scelta di mantenere il Serd in via Canevari non risolve i problemi strutturali. Tra questi, gli spazi insufficienti, l'assenza di un'area d'attesa interna e le difficili condizioni per utenti e operatori. Vi sono anche criticità evidenti sotto il profilo della sicurezza. Il consigliere critica il metodo, poiché ignora le richieste del Comune di Genova e del Municipio III Bassa Val Bisagno. Queste istituzioni avevano evidenziato la necessità di una sede più adeguata.
D'Angelo ha definito la decisione una «rinuncia politica» piuttosto che una scelta tecnica. La Regione, a suo dire, evita di affrontare realmente il problema. Si limita a un intervento tampone, trasformando una sistemazione provvisoria in una soluzione permanente. «È inaccettabile», ha concluso il consigliere. «I servizi per le dipendenze meritano strutture adeguate, dignitose e funzionali. Gli operatori meritano condizioni di lavoro sicure. I cittadini meritano risposte serie, non scorciatoie». Il Partito Democratico continuerà a sollecitare la Giunta regionale per una riconsiderazione della scelta.