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Il bilancio del Comune di Genova è oggetto di un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione. Pietro Piciocchi contesta la narrazione di un presunto "buco" da 50 milioni, mentre Alessandro Terrile ribadisce le difficoltà finanziarie trovate.

Contrasti sull'eredità finanziaria del Comune

Le cifre dell'ultimo bilancio comunale di Genova continuano a generare accesi dibattiti. Le interpretazioni tra maggioranza e opposizione divergono nettamente. L'ex assessore al Bilancio, Pietro Piciocchi, ha criticato duramente la versione iniziale della nuova amministrazione. Ha dichiarato che il presunto deficit di 50 milioni, annunciato dalla sindaca Silvia Salis, non esiste. Piciocchi ha chiesto scuse pubbliche per quella che considera una narrazione errata.

Queste affermazioni mirano a indebolire uno dei messaggi chiave della giunta nei suoi primi mesi di governo. La comunicazione della nuova amministrazione si è basata sulla necessità di affrontare un grave dissesto finanziario.

La maggioranza difende la propria gestione dei conti

Dall'altra parte, la linea della maggioranza rimane ferma. Il vicesindaco Alessandro Terrile ha ribadito le difficoltà incontrate al momento dell'insediamento. Ha affermato: «Siamo entrati in carica a giugno e abbiamo dovuto fare i conti con l'urgenza di trovare 50 milioni».

Secondo Terrile, questa necessità ha imposto scelte politiche complesse e spesso contestate. Tra queste, l'aumento dell'IMU sui canoni concordati, una misura temporanea prevista solo per il 2025. Successivamente, è stata introdotta una manovra sull'IRPEF. Rimane ancora da attuare il progetto della tassa sui passeggeri, che l'amministrazione spera di rendere operativo entro la fine dell'anno.

Interpretazioni divergenti sui numeri del bilancio

Il nodo cruciale dello scontro rimane l'interpretazione dei dati finanziari. Per l'opposizione, la presenza di un avanzo di gestione dimostrerebbe l'assenza di un'emergenza strutturale nei conti comunali. Questa lettura viene però respinta con forza dalla maggioranza.

Terrile ha sottolineato come affermare che esista un piccolo avanzo e che quindi le casse non siano in sofferenza sia «un'offesa all'intelligenza dei genovesi». La discussione sui numeri e sulla reale situazione finanziaria del Comune di Genova è quindi destinata a proseguire.