Il Comune di Genova e la Regione Liguria sono in acceso dibattito sui finanziamenti per il Festival dei Balletti di Nervi. La Regione accusa il Comune di mancanza di volontà, mentre il Comune contesta la destinazione dei fondi promessi.
Regione accusa il Comune di scarso impegno
La Regione Liguria e il Comune di Genova si trovano in un acceso confronto. Il tema centrale è il futuro del Festival Internazionale di Nervi. L'edizione passata ha registrato un esito finanziario negativo. Ci sono inoltre dubbi sulla sostenibilità futura del teatro.
Il Comune aveva proposto di rendere il festival biennale. Aveva lamentato la mancata erogazione di fondi promessi dalla Regione. La vicepresidente regionale, Simona Ferro, ha replicato duramente. Ha dichiarato che il Comune non intende organizzare l'edizione 2026.
Ferro ha definito la scelta del Comune autonoma. Ha accusato l'amministrazione cittadina di aver giocato allo scaricabarile. Sosteneva che il problema fosse l'assenza del supporto regionale. La Regione, invece, ha stanziato 1 milione di euro. Questo contributo straordinario è frutto di un complesso lavoro di reperimento fondi.
Secondo Ferro, questo stanziamento ha rivelato la verità. Le giustificazioni del Comune erano pretestuose. Mancava la volontà di garantire l'evento. La città merita questa manifestazione, amata da residenti e turisti. La Regione ha fatto la sua parte. Il Comune, invece, non la sta facendo.
Ferro ritiene che il Comune non consideri il festival un'iniziativa prioritaria. Non giustifica uno sforzo economico e organizzativo. La posizione del Comune va rispettata. Tuttavia, è indispensabile fornire spiegazioni chiare. Queste devono essere rivolte a spettatori, scuole di danza e al direttore Jacopo Bellussi. Si spera in un'assunzione di responsabilità.
Comune contesta la destinazione dei fondi
L'assessore alla cultura del Comune, Giacomo Montanari, ha replicato prontamente. Ha ricordato l'assemblea dei soci della Fondazione Lirico Sinfonica Carlo Felice. L'incontro si è tenuto il 30 marzo. Erano presenti i soci: Regione Liguria, Comune di Genova e Iren.
In quell'occasione, tutti i soci hanno approvato all'unanimità un bilancio preventivo. Questo bilancio non includeva i 1.200.000 euro necessari per l'edizione 2026 dei Balletti di Nervi. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, aveva preso un impegno.
A fronte degli sbilanci del 2025, causati anche dal mancato stanziamento regionale per l'edizione 2025 dei Balletti di Nervi, Bucci si era impegnato a emanare una legge speciale. Questa legge avrebbe dovuto destinare 1 milione di euro del bilancio 2026 al bilancio 2025.
La misura della legge era necessaria. Si riferiva a un'annualità diversa da quella corrente. Questo punto era stato evidenziato dal Collegio dei revisori. Montanari si dichiara stupito. La vicepresidente regionale sostiene che le risorse siano per il 2026.
Questo smentirebbe il presidente Bucci. L'impegno era stato precisato e verbalizzato. Annunciare fondi per il 2026, quando la legge è per il 2025, appare difficile da realizzare. Le risorse, come detto, sono destinate al 2025.
Se fossero state per il 2026, sarebbe bastato uno stanziamento ordinario. Montanari ipotizza due scenari. O la vicepresidente non concorda con il presidente Bucci. Oppure si tratta solo di un pressing politico. Un pressing che mira a influenzare le decisioni future.
Il futuro del Festival è incerto
La querelle tra Comune e Regione getta un'ombra sul futuro del prestigioso Festival di Nervi. La manifestazione vanta una lunga storia. È un appuntamento culturale di rilievo per la città e per l'intera Liguria.
Le criticità emerse riguardano la gestione finanziaria. I bilanci negativi delle passate stagioni hanno sollevato interrogativi. La proposta di biennalizzazione da parte del Comune mirava a trovare una soluzione. Una soluzione per garantire la sostenibilità economica.
La Regione, pur promettendo supporto, ora sembra puntare il dito contro l'amministrazione cittadina. Le accuse di mancanza di volontà e di scuse pretestuose sono gravi. La risposta del Comune, che contesta la corretta applicazione dei fondi promessi, non fa che acuire la tensione.
La mancanza di chiarezza sulla destinazione dei fondi e sulla volontà politica di sostenere il festival crea incertezza. Artisti, addetti ai lavori e il pubblico attendono risposte concrete. La speranza è che si possa superare questo stallo. Si auspica un accordo che metta al primo posto la salvaguardia di un evento culturale di tale importanza.
La vicenda evidenzia le difficoltà di gestione degli eventi culturali. Spesso richiedono un coordinamento efficace tra diverse istituzioni. La trasparenza e la collaborazione sono fondamentali. Solo così si possono garantire la continuità e la qualità di manifestazioni che arricchiscono il territorio.