Regione Liguria e Comune di Genova si scontrano sul futuro dei Balletti di Nervi. La Regione accusa il Comune di mancanza di volontà, mentre il Comune contesta l'uso dei fondi promessi.
Regione accusa Comune di scaricabarile
Un acceso dibattito politico anima il capoluogo ligure. L'oggetto del contendere è il futuro del Festival Internazionale di Nervi. L'edizione 2026 è al centro di un botta e risposta tra Comune e Regione. Il Comune aveva ipotizzato una biennalizzazione della manifestazione. Questo passo era motivato dall'esito finanziario negativo dell'edizione precedente. Si aggiungevano dubbi sul futuro del teatro, gravato da bilanci in rosso.
La proposta del Comune nasceva anche dalla lamentela per un mancato intervento regionale. La Regione aveva promesso un finanziamento straordinario. Questo supporto, però, non si era concretizzato sulla carta. La vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, con delega alla cultura, ha espresso la sua posizione. Ha dichiarato che ora esiste una certezza. Questa certezza emerge dalle parole del vicesindaco di Genova. Il Comune non avrebbe intenzione di organizzare l'edizione 2026 del Festival.
Ferro ha definito questa una scelta autonoma del Comune. Ha accusato Tursi (il Comune) di aver giocato allo scaricabarile per settimane. La colpa, secondo il Comune, era l'assenza del supporto regionale. La vicepresidente ha sottolineato che ora quel supporto c'è. La Regione ha stanziato un contributo extra di 1 milione di euro. Questo è frutto di un complesso lavoro di ricerca fondi. Le risorse sono state portate in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva.
Questo ingente contributo aggiuntivo ha rivelato la verità temuta. Le giustificazioni del Comune erano, secondo Ferro, solo scuse. In realtà, mancherebbe la volontà di garantire la manifestazione. Una manifestazione che la città merita. È molto amata da liguri e turisti. La Ferro ha proseguito affermando che è stato chiesto alla Regione di fare la propria parte. Il Comune, invece, sceglierebbe di non fare la propria. Evidentemente, non considera il Festival un'iniziativa di interesse tale da giustificare uno sforzo economico e organizzativo.
Questa è la realtà, questa è la loro posizione. Va rispettata, per carità. Ognuno fa le proprie valutazioni. Ferro ritiene indispensabile dare spiegazioni chiare. Devono essere rivolte agli spettatori, alle scuole di danza e al direttore Jacopo Bellussi. Si spera, questa volta, senza alibi. Si auspica un'assunzione seria di responsabilità da parte di chi amministra la città.
Comune contesta versione Regione sui fondi
L'assessore alla cultura del Comune, Giacomo Montanari, ha replicato prontamente. La sua risposta è arrivata a stretto giro al comunicato della vicepresidente Ferro. Montanari ha ricordato un'assemblea dei soci. Si è tenuta il 30 marzo scorso. L'assemblea riguardava la Fondazione Lirico Sinfonica Carlo Felice. Lui era presente a quell'incontro.
In quella riunione, i soci hanno dato parere favorevole all'unanimità. I soci sono la Regione Liguria, il Comune di Genova e Iren. Hanno approvato un bilancio preventivo. Questo bilancio non comprendeva il milione e duecentomila euro. Tali fondi erano necessari per un'eventuale edizione 2026 dei Balletti di Nervi. Contestualmente, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, aveva preso un impegno.
Bucci si era impegnato a emanare una legge speciale. Questa legge avrebbe reso disponibili risorse economiche del 2026. L'importo era di 1 milione di euro. Queste risorse sarebbero state destinate al bilancio 2025. L'impegno era stato preso a fronte degli sbilanci segnalati. Questi sbilanci provenivano dal Collegio dei revisori e dal sovrintendente Galli sul consuntivo 2025. Erano causati anche dal mancato stanziamento regionale per l'edizione 2025 dei Balletti di Nervi.
La misura della legge, annunciata nelle scorse ore, era necessaria. Si faceva riferimento a una diversa annualità rispetto a quella corrente. Questo punto era stato puntualizzato in quella sede dal Collegio dei revisori. Montanari si dichiara stupito. La vicepresidente oggi sostiene che quelle risorse siano dedicate al 2026. Questo smentirebbe il proprio presidente. Montanari afferma che l'impegno era precisato e verbalizzato in sede istituzionale.
L'assessore comunale contesta anche la fattibilità. Annuncia qualcosa che difficilmente potrà essere fatto. Le risorse allocate con la legge speciale saranno a valere sul 2025. Se fossero state dedicate al 2026, sarebbe stato sufficiente uno stanziamento straordinario in parte corrente. Montanari conclude con un'alternativa. O la vicepresidente non concorda con l'intenzione del presidente Bucci. Oppure si tratta solo di pressing politico. Un pressing, però, che non ha fondamento.
Il futuro del Festival di Nervi
La querelle tra Regione e Comune getta un'ombra sul futuro del prestigioso Festival di Nervi. Questa manifestazione ha una lunga storia. È un appuntamento culturale di rilievo per la città e per la Liguria. Le dichiarazioni contrapposte evidenziano una profonda divergenza di vedute. Riguarda la gestione delle risorse e le priorità culturali.
Da un lato, la Regione accusa il Comune di disinteresse. Sottolinea l'impegno economico straordinario profuso. Dall'altro, il Comune contesta la corretta interpretazione dei fondi promessi. Evidenzia la necessità di una legge speciale per spostare risorse tra esercizi finanziari. La situazione rimane complessa. Le parti sembrano lontane da una soluzione condivisa.
Il rischio è che le polemiche politiche possano compromettere la continuità del festival. Questo avrebbe ripercussioni negative sul panorama culturale. Potrebbe anche influire sul turismo legato agli eventi. Le scuole di danza e gli operatori del settore attendono risposte chiare. Sperano in una rapida risoluzione del conflitto. È fondamentale garantire la sopravvivenza di un evento così importante. La città di Genova merita di mantenere viva questa tradizione artistica.
Domande e Risposte
Cosa sono i Balletti di Nervi? I Balletti di Nervi sono un festival internazionale di danza che si tiene a Genova. È una manifestazione storica nel panorama culturale italiano.
Qual è il motivo dello scontro tra Regione e Comune? Lo scontro riguarda i finanziamenti per l'edizione 2026 del festival. La Regione accusa il Comune di non voler organizzare l'evento, mentre il Comune contesta l'uso dei fondi promessi dalla Regione.