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La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha partecipato all'82° anniversario dell'eccidio della Benedicta, sottolineando l'importanza della verità storica e dei valori della Resistenza.

Commemorazione dell'eccidio della Benedicta

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha pronunciato il discorso ufficiale per l'82° anniversario dell'Eccidio della Benedicta. Questo evento commemora il massacro di partigiani avvenuto nel 1944 a Capanne di Marcarolo. La sindaca ha descritto la salita ai luoghi dell'eccidio come un "necessario esercizio di ossigenazione civile".

Ha sottolineato l'importanza di respirare "l'aria sottile della verità", allontanandosi dalle polemiche quotidiane. L'obiettivo è riscoprire la lucidità necessaria per comprendere il passato. Questo momento serve a rinvigorire la consapevolezza civica.

La verità storica come fondamento

Salis ha affermato che "la verità non divide, la verità fonda". Ha invitato a non temere le parole, considerate il "dizionario della nostra democrazia". La sindaca ha insistito sulla necessità di un rigore storico assoluto. Non devono esserci ambiguità nel ricordare gli eventi.

Ha esortato a "dare un nome alle cose". L'evento commemorato è stato un "eccidio", un "massacro". I martiri della Benedicta non sono morti per caso. Furono uccisi senza pietà da assassini, molti dei quali connazionali. Riconoscere che "una certa pagina del nostro passato nazionale è stata un'infamia" è doloroso ma indispensabile.

I numeri e le storie della strage

Il discorso ha ricordato le cifre della strage: 154 fucilati e 190 deportati. Sono state evocate storie di vite spezzate sui monti tra Liguria e Piemonte. Tra queste, quelle di Anna Ponte ed Elvira Ghiotto. La storia della Benedicta è stata presentata non come un racconto da libri, ma come "una radice profonda della nostra libertà".

I valori della Resistenza sono stati indicati come una "bussola" per i giovani. Servono a distinguere il giusto dallo sbagliato. Anche quando le scorciatoie sembrano più allettanti. I giovani della Benedicta scelsero la via più giusta, non la più facile.

Un monito contro l'indifferenza

La sindaca ha lanciato un monito contro l'indifferenza e la fragilità dei diritti conquistati. Ricordare la Benedicta non è un "rito stanco", ma un "atto di ribellione contro l'indifferenza". Ha invitato a essere "all'altezza di quel sacrificio" nel tempo presente. L'impegno deve essere quello di trasformare il ricordo in responsabilità.

L'obiettivo è costruire o ricostruire una società dove nessuno sia costretto a scegliere tra la propria vita, i propri diritti e la propria libertà. Questo è il lascito fondamentale della Resistenza. La memoria storica è uno strumento per il futuro.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa è successo all'Eccidio della Benedicta?
L'Eccidio della Benedicta è stato un massacro di partigiani avvenuto nel 1944 a Capanne di Marcarolo, dove 154 persone furono fucilate e 190 deportate.

Chi era Silvia Salis?
Silvia Salis è la sindaca di Genova e ha tenuto l'orazione ufficiale per la commemorazione dell'82° anniversario dell'Eccidio della Benedicta.