La Procura di Genova ha avviato una rogatoria internazionale verso Israele per interrogare un funzionario dell'intelligence finanziaria, noto come 'Avi'. L'obiettivo è chiarire il presunto finanziamento di Hamas tramite associazioni benefiche, un'indagine che coinvolge sei persone accusate di terrorismo.
Indagine su presunti finanziamenti ad Hamas
La Procura di Genova ha concluso le indagini preliminari. L'inchiesta riguarda Mohammad Hannoun e altre cinque persone. Sono indagati per terrorismo. Si ipotizza il finanziamento di Hamas. I fondi sarebbero transitati attraverso associazioni benefiche.
I magistrati genovesi sospettano un coinvolgimento diretto o indiretto. L'ammontare dei fondi sarebbe superiore ai 7 milioni di euro. Questo flusso di denaro si sarebbe protratto per circa 25 anni. L'obiettivo era sostenere le attività del gruppo.
Rogatoria internazionale per interrogare 'Avi'
È stata inoltrata una richiesta formale allo Stato di Israele. Si tratta di una rogatoria internazionale. L'istanza mira a ottenere l'interrogatorio di un funzionario dell'intelligence finanziaria. Questo individuo è identificato con lo pseudonimo 'Avi'.
'Avi' aveva raccolto e trasmesso informazioni in forma anonima. La documentazione riguardava associazioni palestinesi. Queste associazioni avrebbero ricevuto beni e denaro. Il collegamento con Hamas è l'elemento centrale dell'accusa.
I pubblici ministeri genovesi desiderano sentire 'Avi'. L'interrogatorio dovrebbe avvenire in contraddittorio. I legali degli indagati dovrebbero essere presenti. La presenza del giudice per le indagini preliminari (gip) o di un giudice competente è richiesta. Le modalità dovranno garantire l'anonimato di 'Avi'.
Esclusione della documentazione israeliana
Tutta la documentazione proveniente da Israele è stata precedentemente esclusa. Il tribunale del Riesame di Genova aveva preso questa decisione. Successivamente, anche la Cassazione ha confermato l'esclusione. Le ragioni principali sono due.
In primo luogo, la documentazione era di fonte anonima. Questo ne compromette l'ammissibilità. In secondo luogo, la catena di custodia delle prove è risultata assente. Le cosiddette 'battlefield evidence' richiedono procedure rigorose.
Non sono stati trovati verbali di sequestro. La mancanza di questi documenti solleva dubbi sulle garanzie legali. Le modalità e le circostanze di acquisizione delle prove non sono chiare. Questo ha portato alla loro esclusione dal processo.
Richiesta di chiarimenti a Israele
I pubblici ministeri Marco Zocco, Luca Monteverde e il procuratore Nicola Piacente hanno avanzato ulteriori richieste. Oltre all'interrogatorio, si chiede a Israele di fornire dettagli specifici. Devono essere fornite precisazioni su ogni singolo documento inviato.
Questa richiesta è stata inoltrata diversi mesi fa. Tuttavia, fino ad ora, non si sarebbe registrata alcuna risposta da parte di Israele. L'attesa per un riscontro è ancora in corso. La procedura internazionale richiede tempi lunghi.