Il viceministro Rixi critica la passata gestione statale dei ponti, definendo il crollo del Morandi una tragedia evitabile. Sottolinea la necessità di investimenti e tempo per recuperare i ritardi infrastrutturali.
Rixi: errori del passato non devono ripetersi
È fondamentale essere fermi di fronte a simili disgrazie. Non si devono più commettere gli errori del passato. Lo Stato, per un lungo periodo, ha trascurato sia l'aspetto della sorveglianza sia quello della manutenzione.
A mio parere, questo evento rappresenta la peggiore sciagura stradale dalla Seconda Guerra Mondiale. Non desidero assistere mai più a simili catastrofi.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi. Ha parlato a margine di un incontro tenutosi presso il porto di Ancona. Le sue parole sono giunte in commento alla sentenza relativa al crollo del ponte Morandi a Genova.
Investimenti e tempo per la sicurezza delle infrastrutture
Oggi esiste una realtà, la società Aspi, che ha superato quella difficile fase. Tuttavia, i cittadini sono consapevoli dell'incremento del numero di cantieri attivi. Stiamo aumentando gli interventi sulle opere esistenti.
Dobbiamo anche realizzare le nuove infrastrutture che, nel corso degli anni, non sono state costruite. Recuperare trent'anni di ritardi in un lasso di tempo di quattro o cinque anni è un'impresa quasi impossibile.
Quella tragedia, che ho vissuto personalmente, mi ha segnato profondamente. Nel 2018, fui io a informare il governo del cedimento del Morandi. Mi trovavo fisicamente sotto quel ponte, testimone diretto del disastro, mentre prestavo soccorso ai sopravvissuti.
Questo evento deve far comprendere all'intera nazione che la messa in sicurezza di queste strutture richiede tempo e impegno. Sono pronto a sacrificare anche consensi elettorali, ma non sono disposto a perdere vite umane.
Il ruolo dello Stato nella gestione dei ponti
La sentenza sul crollo del ponte Morandi solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità dello Stato. Per anni, le procedure di vigilanza e gestione delle infrastrutture critiche sembrano essere state insufficienti. Questo ha creato le premesse per una tragedia di proporzioni immense.
Il viceministro Rixi ha evidenziato come la situazione attuale richieda un impegno massiccio. L'obiettivo è colmare un deficit infrastrutturale accumulato in decenni. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta.
La dichiarazione di Rixi sottolinea la necessità di un cambio di passo. Non si tratta solo di ricostruire, ma di ripensare l'intero sistema di manutenzione e controllo. Le opere pubbliche necessitano di risorse adeguate e di una pianificazione a lungo termine.
La volontà espressa di sacrificare voti pur di salvare vite umane testimonia la gravità della situazione. La sicurezza delle infrastrutture non può essere oggetto di compromessi politici. La priorità deve essere sempre la salvaguardia della vita umana.
La vicenda del ponte Morandi rimane un monito per il futuro. Le istituzioni devono garantire che la vigilanza e la gestione delle infrastrutture siano sempre all'altezza delle sfide. Solo così si potrà prevenire il ripetersi di simili tragedie.
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