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La corte d'appello di Genova ha diminuito le pene per due pallanuotisti accusati di violenza sessuale di gruppo. La sentenza conferma l'impianto accusatorio iniziale, ma con condanne inferiori rispetto al primo grado.

Sentenza d'appello riduce condanne a pallanuotisti

La corte d'appello di Genova ha modificato le sentenze per due atleti di pallanuoto. Erano accusati di violenza sessuale di gruppo. Le nuove pene sono di cinque anni e quattro mesi e cinque anni e cinque mesi.

In primo grado, le condanne erano state più severe. I giudici avevano stabilito sei anni e sei mesi e sei anni e tre mesi. La decisione è arrivata dopo la richiesta di rimodulazione delle pene da parte del sostituto procuratore generale Alessandro Bogliolo. La violenza sarebbe avvenuta nel 2022.

Dettagli dell'accusa e difesa

L'aggressione è avvenuta dopo una serata in discoteca. La vittima era una studentessa di 23 anni. I due pallanuotisti sono stati accusati anche di revenge porn. Si sarebbero scambiati foto e video di rapporti intimi con tre ragazze. In questo caso, le ragazze erano consenzienti.

La squadra mobile ha ricostruito i fatti. I due giovani, difesi dagli avvocati Michele Ispodamia, Alberto Caselli Lapeschi e Andrea Vernazza, avrebbero offerto da bere alla giovane. Poi l'avrebbero invitata a casa di uno di loro. Lì sarebbe iniziato l'incubo per la donna. I fatti sono stati ripresi con i telefonini.

Secondo l'accusa, i due le avrebbero provocato anche lesioni. Durante le indagini, sono state trovate foto intime di altre donne. Queste sono state convocate in questura. Una di loro, assistita dall'avvocato Pietro Bogliolo, si è riconosciuta.

Consenso e attendibilità della vittima

I due pallanuotisti hanno sempre sostenuto che i rapporti con la giovane fossero consensuali. I legali difensori hanno contestato l'attendibilità della vittima. La corte d'appello ha invece confermato la sua versione dei fatti. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni.

La vicenda ha scosso la comunità sportiva locale. La violenza sessuale di gruppo è un reato grave. La riduzione della pena solleva interrogativi sulle dinamiche processuali. La giustizia ha confermato la colpevolezza, ma ha ricalibrato le sanzioni. Le motivazioni depositate chiariranno i passaggi decisionali.

La vittima, assistita dall'avvocato Massimo Boggio, ha visto confermata la sua versione. Questo aspetto è cruciale per la giustizia. La difesa degli imputati aveva puntato molto sulla presunta inattendibilità della testimonianza. La sentenza d'appello smentisce questa linea difensiva.

La vicenda mette in luce temi delicati. Il consenso, la violenza di genere e l'uso improprio di materiale intimo sono centrali. La giustizia cerca di bilanciare le pene con la gravità dei fatti. La decisione di Genova segue questo percorso. La comunità attende le motivazioni per comprendere appieno la sentenza.

La rideterminazione delle pene è un aspetto tecnico. Può derivare da diverse valutazioni giuridiche. La corte d'appello ha esaminato gli atti del processo di primo grado. Ha valutato le argomentazioni delle parti. Il risultato è una pena modificata. L'impianto accusatorio, però, è rimasto solido. Questo indica che i fatti contestati sono stati ritenuti provati.

La vicenda dei pallanuotisti di Genova è un esempio di come la giustizia possa evolvere. Le sentenze non sono definitive fino all'ultimo grado. L'appello rappresenta un momento importante nel percorso giudiziario. La riduzione delle pene non annulla la gravità dei fatti. Sottolinea la complessità delle valutazioni giudiziarie.