Il sentiero dell'acquedotto storico in Val Bisagno a Genova è di nuovo accessibile dopo un completo restauro. L'intervento ha recuperato un tratto di circa 28 chilometri, valorizzando un importante patrimonio storico e ambientale.
Un percorso storico torna fruibile
È stato riaperto al pubblico il cammino dell'acquedotto storico in Val Bisagno. Il percorso, lungo circa 28 chilometri, è stato completamente restaurato e messo in sicurezza. Si estende dalla zona del ponte Feritore in via Piacenza fino al Giro del Fullo a Molassana. L'inaugurazione ufficiale ha riguardato il tratto compreso tra i comuni di Genova e Sant'Olcese. La cerimonia si è svolta in località Crosa dei Morchi. Erano presenti la sindaca di Genova, Silvia Salis, e la sindaca di Sant'Olcese, Sara Dante.
Finanziamenti e interventi di recupero
Questo progetto rientra in un piano più ampio. Esso mira al restauro e alla valorizzazione del sistema dei forti e della cinta muraria cittadina. L'intervento ha beneficiato di un finanziamento significativo. Nel 2021 è stata ottenuta un'assegnazione di 2 milioni di euro. Questi fondi provengono dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr. I lavori eseguiti nella zona di Molini di Trensasco sono stati molteplici. Hanno incluso la regimazione di un tratto franoso di un affluente del rio Trensasco. Sono state realizzate scogliere con massi ciclopici. È stata sistemata la viabilità e sono state piantumate specie arbustive autoctone. Inoltre, è stato effettuato il consolidamento strutturale dei monconi dell'acquedotto storico.
Un patrimonio da riscoprire e valorizzare
La sindaca Silvia Salis ha sottolineato l'importanza di questa riapertura. «Percorrendolo si ha la sensazione di scoprire una Genova diversa», ha affermato. Ha aggiunto che è un luogo poco conosciuto, anche dai residenti. Qui la storia della città si intreccia con il paesaggio e le vallate in modo unico. L'apertura del percorso restaurato è una notizia che porta grande felicità. Significa restituire ai cittadini la possibilità di vivere e riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del territorio. Si tratta di rigenerare uno spazio all'aperto accessibile. Questo permette di camminare e fare attività fisica all'aria aperta. È un modo per prendersi cura di sé e della propria salute. L'acquedotto storico nasce dal passato della città. Continua a parlare al suo presente. È uno spazio da conoscere e condividere. Valorizzare angoli di Genova come questo rafforza il legame tra la città e le sue vallate. Si riconosce il loro valore storico, ambientale e umano.
Un bene comune da custodire
La sindaca ha concluso con un appello alla cittadinanza. «Oggi riconsegniamo alla collettività un patrimonio prezioso», ha dichiarato. Ha espresso l'auspicio che venga vissuto, frequentato e sentito sempre di più come un bene comune. La riapertura di questo storico percorso rappresenta un'opportunità per la città. Offre ai cittadini e ai visitatori un'immersione nella storia e nella natura. È un invito a riscoprire le bellezze nascoste del territorio genovese. La valorizzazione di tali beni contribuisce a rafforzare l'identità locale. Promuove inoltre uno stile di vita attivo e salutare. La collaborazione tra enti locali ha permesso di recuperare questo importante sito. L'obiettivo è renderlo accessibile e apprezzato da tutti. La gestione futura dovrà garantire la sua conservazione nel tempo. Sarà fondamentale promuovere la sua fruizione responsabile. Questo permetterà di preservare il suo valore storico e paesaggistico per le generazioni future.
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