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A Genova, l'81° anniversario della Liberazione ha visto l'Aula Rossa di Palazzo Tursi trasformarsi in un palco per la memoria. L'iniziativa "EraOra" ha unito politica e cultura, ma ha evidenziato divisioni tra i partiti sulla partecipazione.

Celebrazione della Liberazione a Genova

La città di Genova ha commemorato l'81° anniversario della Liberazione. L'evento centrale, intitolato "EraOra", mira a radicare la memoria storica e i valori democratici. L'iniziativa, promossa dal Comitato Permanente della Resistenza con il sostegno del Comune di Genova, si articola in diverse manifestazioni culturali. Queste includono spettacoli, letture e laboratori in vari luoghi della città. L'obiettivo è rendere la Liberazione un'esperienza condivisa.

Il motto «Senza memoria non c'è futuro» ha guidato le celebrazioni. L'intento è valorizzare il passato per costruire un avvenire solido. La Resistenza viene così presentata non solo come un evento storico, ma come un patrimonio vivo. Questo patrimonio deve essere trasmesso alle nuove generazioni. L'iniziativa "EraOra" si propone di raggiungere questo scopo attraverso un approccio multidisciplinare.

L'Aula Rossa diventa palcoscenico

L'Aula Rossa di Palazzo Tursi ha ospitato "Fuente de la Libertà". Si tratta di una lettura scenica di teatro civile. Lo spettacolo ha portato in scena le storie delle donne della Resistenza ligure. Il testo è opera di Ivano Malcotti. La regia è curata da Laura Sicignano. Le artiste Antonella Loliva e Francesca Marsella hanno dato voce alle protagoniste.

Le parole delle donne che hanno combattuto per la libertà sono state lette da diverse figure femminili. Tra queste, consigliere e assessore del Comune di Genova. Hanno partecipato all'evento Tiziana Beghin, Rita Bruzzone, Vittoria Canessa Cerchi, Martina Caputo, Ilaria Cavo, Serena Finocchio, Francesca Ghio, Cristina Lodi, Paola Maccagno, Silvia Pericu, Rosanna Stuppia, Sara Tassara, Erika Venturini e Arianna Viscogliosi. La sindaca Silvia Salis ha concluso l'evento.

Divisioni politiche sulla partecipazione

La partecipazione politica all'evento ha evidenziato alcune divisioni. Tra le partecipanti, solo due esponenti del centrodestra erano presenti. Si tratta di Rosanna Stuppia (Vince Genova) e Ilaria Cavo (Noi Moderati). La deputata Ilaria Cavo è stata l'unica politica a intervenire attivamente nell'iniziativa promossa dal Comune. Altre consigliere di centrodestra, appartenenti a Lega e Fratelli d'Italia, hanno declinato l'invito a leggere i versi.

Questo fatto sottolinea come il tema della Resistenza e della Liberazione sia ancora oggetto di dibattito politico. La scelta di alcune forze politiche di non partecipare attivamente alla lettura in Aula Rossa invia un segnale chiaro. La memoria storica e i suoi simboli continuano a dividere il panorama politico italiano. La Liberazione rimane un punto centrale di discussione.

Il significato della memoria e della libertà

La regista Laura Sicignano ha sottolineato l'importanza del teatro come spazio politico. «Il mio teatro è sempre stato uno spazio politico: un luogo in cui dare voce a chi è stato escluso dalla storia e interrogare il presente attraverso le voci del passato», ha affermato. «Restituire parola alle donne della Resistenza significa riaffermare che la libertà è una pratica da rinnovare ogni giorno».

Anche lo scrittore Ivano Malcotti ha condiviso la sua visione. «La libertà non è una statua fissa nel tempo: è una fuente, una sorgente che continua a scorrere solo se qualcuno, di generazione in generazione, trova il coraggio di riaprirla», ha spiegato. Queste parole evidenziano la natura dinamica della libertà. Essa richiede un impegno costante per essere preservata e rinnovata.