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I residenti dell'ex Ghetto di Genova chiedono alla sindaca Silvia Salis di chiudere il drop-in di vico della Croce Bianca. Propongono di riconvertire gli spazi in attività di doposcuola e servizi educativi per il quartiere. L'obiettivo è migliorare la vivibilità e la sicurezza dell'area.

Proposta di riqualificazione per il centro storico

Un piano dettagliato per il centro storico di Genova è stato presentato alla sindaca Silvia Salis. I residenti dell'ex Ghetto ebraico hanno inviato una proposta operativa. La richiesta principale riguarda la chiusura del drop-in situato in vico della Croce Bianca. Gli spazi potrebbero essere riadattati per offrire servizi utili alla comunità locale. In particolare, si punta alla creazione di attività di doposcuola. Questa iniziativa segue un incontro avvenuto il 18 marzo scorso con la prima cittadina.

Il documento si concentra sul quadrante compreso tra via Lomellini, via Bensa e via del Campo. L'obiettivo è migliorare la situazione in vista della stagione estiva. Si cerca di affrontare le criticità attuali e promuovere un futuro più vivibile per il quartiere. La proposta mira a un miglioramento concreto della qualità della vita dei residenti.

Chiusura drop-in e riconversione degli spazi

Uno dei punti focali della proposta è la chiusura completa delle attività del drop-in. Questa struttura è gestita dalla cooperativa Afet-Aquilone. I locali si trovano in vico della Croce Bianca. I residenti suggeriscono di destinare questi spazi a iniziative rivolte al quartiere. L'enfasi è posta sui servizi educativi, come il doposcuola. Secondo il comitato, la struttura attuale non sarebbe adeguata. Le dimensioni e la posizione urbanistica non sarebbero ottimali per il numero di persone servite. Si ritiene che contribuisca a problemi di vivibilità nell'area.

I residenti suggeriscono anche di valutare una diversa collocazione per eventuali servizi socio-sanitari. Questi servizi dovrebbero essere ospitati in locali più idonei. Questa richiesta si inserisce in un contesto di cambiamenti già in atto. L'assessora ai servizi sociali Cristina Lodi aveva annunciato lo spostamento del presidio. Questo era avvenuto durante un vertice in prefettura. La prospettiva era la delocalizzazione entro la fine di marzo. La proposta dei residenti accelera questa esigenza.

Istituzione di tavoli tecnici e cronoprogramma

Il documento presentato dai residenti include anche una richiesta specifica. Si chiede l'istituzione di tavoli tecnici periodici. Questi incontri dovrebbero coinvolgere il Comune, la polizia locale, l'Università, l'Autorità portuale e le rappresentanze del territorio. L'obiettivo è definire un cronoprogramma condiviso per gli interventi necessari. Le priorità indicate sono tre aree principali. La prima riguarda la sicurezza e il presidio del territorio. La seconda è il decoro urbano e l'igiene. La terza è la gestione delle fragilità sociali attraverso servizi collocati in contesti più appropriati.

L'intento dichiarato è quello di arrivare a interventi rapidi e misurabili. Questi dovrebbero essere visibili già nei prossimi mesi. Si vuole creare un piano d'azione concreto. Questo piano deve rispondere alle esigenze del quartiere. La collaborazione tra diverse istituzioni è vista come fondamentale. Un approccio coordinato può portare a risultati più efficaci e duraturi. La trasparenza nel processo decisionale è un altro aspetto importante.

Impatto sulla vivibilità e sulle attività economiche

Nel documento si sottolinea l'impatto negativo delle criticità attuali sulla rete commerciale. Anche la presenza turistica ne risentirebbe. Questo aspetto è particolarmente rilevante per vie come Lomellini, Bensa e del Campo. Il sistema degli affitti brevi ha contribuito al ripopolamento della zona negli ultimi anni. Mantenere la vivibilità è quindi cruciale per sostenere queste attività. Un ambiente sicuro e curato attira residenti e visitatori.

Il documento evidenzia anche la necessità di rafforzare il coordinamento tra le politiche urbane. Si devono considerare le scelte strategiche legate al fronte porto. Gli interventi su ponte Parodi e Hennebique sono altrettanto importanti. Un approccio integrato può portare benefici a lungo termine per l'intero centro storico. La sinergia tra diverse aree di intervento è fondamentale per lo sviluppo del quartiere.

Confronto con le realtà del territorio

Il piano presentato fa riferimento anche al ruolo delle associazioni attive nell'area. I residenti firmatari ritengono essenziale un confronto. Questo confronto deve essere il più possibile rappresentativo delle diverse componenti del quartiere. La definizione delle scelte sui servizi a bassa soglia deve coinvolgere tutti gli attori interessati. Un dialogo aperto e inclusivo è la chiave per trovare soluzioni condivise. Le associazioni locali conoscono le problematiche del territorio.

La partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni è un elemento cruciale. Permette di raccogliere feedback preziosi. Aiuta a comprendere le reali esigenze della comunità. Questo approccio partecipativo garantisce che le decisioni prese siano realmente rispondenti ai bisogni del quartiere. Si vuole evitare che i servizi vengano imposti dall'alto senza un reale consenso.

Possibili iniziative in caso di mancato riscontro

I firmatari del documento sottolineano l'importanza di ottenere risposte operative in tempi brevi. In assenza di sviluppi concreti sul percorso proposto, il comitato segnala la propria intenzione. Vogliono portare la questione all'attenzione dell'opinione pubblica. L'obiettivo è estendere il dibattito oltre il livello cittadino. Si mira a riaprire il confronto sul futuro dei servizi a bassa soglia nel centro storico. Questa mossa mira a esercitare una pressione per ottenere risultati.

La volontà di portare la questione a un livello superiore dimostra la determinazione dei residenti. Vogliono che le loro richieste vengano ascoltate e attuate. La trasparenza e la comunicazione sono fondamentali. Se il dialogo istituzionale non dovesse portare a risultati, si cercheranno altre vie. L'obiettivo finale è migliorare la qualità della vita nel quartiere. La sicurezza e i servizi adeguati sono priorità assolute per i residenti.