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Cittadini in presidio a Carignano hanno impedito l'abbattimento di due pini storici. Il Comune giustifica la decisione con motivi di sicurezza, ma i residenti sollevano dubbi sulla tempistica e sulle procedure.

Presidio cittadino blocca l'abbattimento

Una decina di persone si è radunata questa mattina in Corso Podestà. Hanno formato un presidio per impedire l'intervento di abbattimento di due pini secolari. La mobilitazione ha avuto successo, costringendo Aster a sospendere l'operazione. I manifestanti esponevano cartelli con lo slogan «Verde bene comune, difendiamolo e curiamolo». L'azione dei residenti ha evitato, almeno per il momento, la rimozione degli alberi.

La notizia dell'imminente abbattimento aveva suscitato la reazione immediata dei cittadini. Hanno organizzato una protesta spontanea per difendere il patrimonio arboreo della zona. La loro presenza ha fermato le macchine operative e il personale incaricato dell'intervento. La comunità locale ha dimostrato un forte attaccamento agli alberi.

Dubbi sulla sicurezza e tempistiche

Il Comune giustifica la necessità di abbattere i pini con la loro posizione. Ritengono che siano esposti a forti venti. Questi venti sarebbero incompatibili con le attuali condizioni degli alberi. Tuttavia, gli ambientalisti e i residenti nutrono seri dubbi. L'ex consigliera regionale Alice Salvatore ha sollevato critiche sulla procedura. Ha affermato che le prove di trazione risalgono a quattordici mesi fa. Ha sottolineato che il taglio sarebbe dovuto avvenire in inverno, come previsto dal regolamento comunale. Invece, l'intervento è programmato ora, durante il periodo di nidificazione.

La Salvatore ha espresso preoccupazione per la presenza di nidi con uova. Ha annunciato di aver inviato comunicazioni ufficiali. Due PEC sono state indirizzate al Comune e ai Carabinieri Forestali. Ha inoltre menzionato un ricorso al TAR. I residenti hanno già ottenuto una sospensiva cautelare. Questo dimostra la serietà delle loro preoccupazioni e la complessità della situazione.

La posizione dell'amministrazione comunale

L'assessora Francesca Coppola ha replicato alle critiche. Ha definito l'intervento «doloroso ma necessario». Ha spiegato che la decisione è stata presa seguendo un rigoroso approccio scientifico. Le valutazioni fitostatiche e le scelte gestionali mirano a bilanciare la tutela del verde con la sicurezza pubblica. L'assessora ha ribadito l'impegno del Comune per la massima trasparenza. Questo principio guida l'amministrazione nei confronti dei cittadini e delle associazioni. La volontà è quella di preservare e valorizzare il verde urbano.

Tuttavia, l'amministrazione ha anche la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini. La scelta di abbattere specifici esemplari è considerata una decisione tecnica. È un'azione prudente e coerente con una gestione sostenibile. Il verde è visto come un patrimonio vivo da curare e rinnovare. Il Comune ha già pianificato la sostituzione degli alberi rimossi. Sono previsti investimenti significativi per il verde pubblico. Una mappatura completa è in corso tramite il geoportale. Sono stati stanziati 300.000 euro nella prossima variazione di bilancio. Questi fondi supporteranno le future iniziative.

Domande e Risposte

Perché i cittadini protestano contro il taglio degli alberi a Genova?
I cittadini protestano perché ritengono che l'abbattimento dei pini storici in Corso Podestà non sia giustificato o sia stato gestito in modo inappropriato. Sollevano dubbi sulle tempistiche, sulla validità delle perizie tecniche e sul rispetto delle normative ambientali, specialmente durante la stagione di nidificazione.

Quali sono le motivazioni del Comune di Genova per l'abbattimento dei pini?
Il Comune di Genova, tramite l'assessora Francesca Coppola, afferma che l'abbattimento è necessario per motivi di sicurezza pubblica. La decisione si basa su valutazioni fitostatiche che indicano che gli alberi sono esposti a forti venti incompatibili con le loro condizioni, mettendo a rischio l'incolumità dei cittadini.