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A Genova si apre il processo per un efferato omicidio avvenuto nel 1995. Dopo oltre trent'anni, un carrozziere è accusato di aver ucciso una donna con estrema violenza. Le nuove tecnologie hanno permesso di identificare il presunto colpevole.

Delitto del trapano: inizia il processo a Genova

Dopo più di trenta anni di indagini, il caso noto come il "delitto del trapano" arriva finalmente in tribunale. L'udienza preliminare si è aperta davanti al tribunale di Genova. L'imputato è Fortunato Verduci, un carrozziere di 66 anni.

L'uomo è accusato di aver ucciso con estrema ferocia Maria Luigia Borrelli, di 42 anni. L'omicidio avvenne nella notte tra il 5 e il 6 settembre 1995. Il luogo del delitto fu un basso situato in vico degli Indoratori, nel centro storico di Genova.

L'accusa: omicidio e rapina

La Procura, rappresentata dalla pm Patrizia Petruzziello, ha richiesto il rinvio a giudizio. Le accuse sono omicidio pluriaggravato e rapina aggravata. Le aggravanti includono crudeltà, motivi abietti e futili, e la finalità di rapina.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, Verduci, all'epoca trentacinquenne, aveva problemi di ludopatia e debiti. Si ipotizza che abbia aggredito la vittima, conosciuta come Antonella. L'obiettivo sarebbe stato rubarle l'incasso della serata, stimato tra 400 e 500 mila lire.

Una ricostruzione agghiacciante

La dinamica dell'omicidio descritta dalla Procura è terrificante. La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con uno sgabello. Successivamente, sarebbe stata ferita mortalmente con un trapano elettrico conficcato in gola.

La signora Borrelli morì dissanguata. La morte sopraggiunse dopo una violenta colluttazione che lasciò il locale completamente a soqquadro. Sul luogo del crimine furono rinvenute tracce ematiche e salivari. Fu anche ritrovato un pacchetto di sigarette Diana, marca che Verduci fumava abitualmente.

La svolta grazie al DNA

La svolta nelle indagini è arrivata solo nel 2024. Questo grazie all'utilizzo di nuove tecnologie per l'analisi del DNA. Gli investigatori della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile hanno confrontato il profilo genetico trovato sulla scena del crimine. Il confronto è avvenuto con quello di un parente di Verduci.

Questo parente era stato recentemente arrestato a Brescia. Successive perizie, confermate anche da analisi sui fratelli dell'indagato, hanno stabilito una compatibilità genetica. Questa compatibilità è stata definita "unicamente riconducibile" a Fortunato Verduci. La probabilità di errore è stata indicata come pari a zero.

Intercettazioni e dichiarazioni

A rafforzare le prove a carico dell'imputato ci sarebbero anche delle intercettazioni telefoniche. In queste conversazioni, Verduci avrebbe parlato dell'omicidio in termini molto compromettenti. Avrebbe persino definito il gesto "per passatempo".

Fortunato Verduci, difeso dall'avvocato Volpe, ha sempre sostenuto la propria innocenza. Sembra che l'imputato abbia espresso l'intenzione di richiedere il rito abbreviato. Questo rito potrebbe consentirgli di ottenere uno sconto di pena in caso di condanna.

Un cold case storico

L'udienza preliminare di oggi rappresenta il primo vero confronto in aula tra l'accusa e la difesa. Si tratta di uno dei casi di omicidio irrisolti (cold case) più efferati nella storia giudiziaria di Genova. Il "delitto del trapano" ha segnato profondamente la città.