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Genova potenzia i servizi sanitari per accogliere centinaia di migliaia di persone all'adunata nazionale degli Alpini nel maggio 2026. Previsti rinforzi ospedalieri, presidi territoriali e volontari dedicati.

Potenziamento ospedaliero per l'afflusso previsto

L'organizzazione sanitaria di Genova si prepara a un evento di vasta portata. L'adunata nazionale degli Alpini, prevista per il 10 maggio 2026, attirerà fino a 400.000 visitatori. Per gestire l'aumento esponenziale di persone, i pronto soccorso vedranno i turni raddoppiati. Le unità di rianimazione saranno pronte ad affrontare picchi di lavoro imprevisti. Saranno disponibili trenta posti letto aggiuntivi nelle aree mediche. L'obiettivo è garantire risposte adeguate sia alle esigenze ordinarie che a quelle straordinarie.

La direttrice del dipartimento emergenze dell'AOM IRCCS Policlinico San Martino, Emanuela Barisione, ha spiegato la strategia. «Siamo in attesa di circa 400.000 persone», ha dichiarato. «Tutto l'aspetto sanitario deve essere organizzato per rispondere sia alla routine sia all'eccesso di popolazione». Il dispositivo coinvolge l'intera rete ospedaliera metropolitana. Le strutture di San Martino, Villa Scassi e Galliera saranno integrate. Collaboreranno anche la sanità territoriale e il sistema 118.

Tre punti medici avanzati e assistenza diffusa

Per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere, la città sarà suddivisa in zone di intervento sanitario. Tre punti medici avanzati (PMA) saranno operativi giorno e notte. Questi presidi sorgeranno in Porto Antico, piazza De Ferrari e piazza della Vittoria. Ogni punto avrà un medico e un infermiere dedicati. L'intento è intercettare rapidamente i bisogni sanitari diffusi. Si mira a limitare l'afflusso improprio ai pronto soccorso. Questa rete è pensata per una gestione più capillare dell'assistenza. Si baserà sui dati raccolti durante l'adunata di Biella. Lì le problematiche mediche e traumatiche erano prevalenti.

Le aree di concentrazione saranno radiologia, neurochirurgia e traumatologia. L'organizzazione si focalizza sulle necessità più probabili. Si punta a una risposta rapida ed efficace sul territorio. La suddivisione per livelli di assistenza mira a ottimizzare le risorse. I casi meno complessi troveranno risposta nei PMA. Questo permetterà agli ospedali di concentrarsi sui casi più gravi.

Sanità territoriale e volontari a supporto

Il secondo pilastro del piano è la sanità territoriale. L'azienda tutela salute Ligure (ATS Liguria) coordina queste attività. Le case della comunità saranno aperte anche nel fine settimana. Il personale medico e infermieristico sarà raddoppiato in queste sedi. Le strutture di via Assarotti e via Archimede saranno operative sabato e domenica. Diventeranno punti di riferimento per alpini e cittadini. La guardia medica è stata potenziata. Anche le farmacie garantiranno aperture straordinarie. Questo assicurerà l'accesso ai farmaci necessari.

Un contributo fondamentale arriverà dall'Associazione Nazionale Alpini (ANA). Cento volontari, tra medici, infermieri e logisti, saranno impiegati. Ci sarà una presenza continua 24 ore su 24. Circa 40 operatori ruoteranno costantemente per tutta la durata dell'evento. Questo supporto si integrerà direttamente nella rete dell'emergenza. I volontari aiuteranno nella gestione dei presidi sanitari e della logistica. La collaborazione tra istituzioni e associazioni è cruciale per la riuscita dell'evento.

Coordinamento e gestione delle emergenze

L'organizzazione ha tenuto conto delle difficoltà di mobilità previste in città. Sono state studiate turnazioni per ridurre al minimo gli spostamenti del personale. Sono state previste anche soluzioni di alloggio per chi sarà in servizio. Una foresteria sarà disponibile per la notte di sabato. ATS e AOM hanno attivato un'unità di crisi condivisa. Questo garantisce una gestione centralizzata. Permette di rispondere rapidamente a eventuali emergenze. La collaborazione tra i diversi attori sanitari è fondamentale. L'obiettivo è garantire la sicurezza di tutti i partecipanti all'adunata.

Le persone hanno chiesto anche:

Quali ospedali saranno potenziati a Genova per l'adunata Alpini 2026?
Gli ospedali potenziati includono il San Martino, Villa Scassi e Galliera, integrati con la sanità territoriale e il sistema 118.

Quanti volontari alpini saranno impiegati nel piano sanitario?
Saranno impiegati 100 volontari alpini, tra medici, infermieri e logisti, con circa 40 operatori attivi a rotazione H24.