Condividi

Le famiglie delle vittime del Ponte Morandi a Genova si dichiarano sbigottite dalle recenti scuse di Autostrade per l'Italia, giunte a ridosso della sentenza di primo grado. Sottolineano la necessità di fatti concreti e non solo parole per garantire la sicurezza futura.

Critiche alle scuse di Autostrade per l'Italia

Egle Possetti, portavoce del Comitato ricordo vittime, ha espresso profondo sconcerto. Ha definito il comunicato dell'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Arrigo Giana, come inopportuno. Le sue parole sono giunte in un momento delicato, poco prima della sentenza di primo grado sul disastro del ponte Morandi.

Possetti ha evidenziato come le scuse arrivino dopo oltre un anno di gestione da parte del nuovo amministratore delegato. Ha ricordato scuse simili, definite tardive, già espresse in passato dal precedente AD, Tomasi. Secondo Possetti, le scuse sembrano emergere solo sotto la pressione di eventi imminenti, come la sentenza.

La necessità di fatti concreti per la sicurezza

La portavoce ha sottolineato che le scuse avrebbero dovuto essere presentate a tempo debito. Ha suggerito che i nuovi amministratori dovrebbero scusarsi non appena nominati. Tuttavia, ha aggiunto che le scuse devono essere accompagnate da un piano d'azione dettagliato e convincente. Questo piano dovrebbe dimostrare un netto distacco dalla gestione precedente al crollo.

Per Possetti, le sole scuse non sono sufficienti. È fondamentale che siano seguite da azioni concrete e tangibili. La preoccupazione principale rimane la sicurezza delle infrastrutture autostradali. Le famiglie hanno sperimentato direttamente le conseguenze di una sicurezza sottovalutata.

Appello per un futuro più sicuro

Possetti ha espresso l'auspicio che i piani di rinnovamento attualmente in corso si dimostrino efficaci per migliorare la sicurezza. Ha dichiarato che i risultati di tali interventi saranno visibili solo tra diversi anni. Ha invitato il nuovo AD a proseguire con impegno nel lavoro per garantire la sicurezza.

La preoccupazione per la sicurezza è palpabile, data la tragica esperienza vissuta. Le famiglie auspicano un cambiamento radicale nella gestione delle infrastrutture. Vogliono vedere investimenti concreti e una priorità assoluta alla prevenzione dei rischi.

Domande frequenti

Perché i parenti delle vittime sono sbigottiti dalle scuse di Autostrade?

I parenti delle vittime sono sbigottiti perché le scuse sono giunte in un momento considerato inopportuno, poco prima della sentenza di primo grado. Ritengono che le scuse dovrebbero essere sincere e tempestive, non dettate dalla pressione degli eventi o da necessità legali. Sottolineano la necessità di fatti concreti e non solo di dichiarazioni per garantire la sicurezza futura.

Cosa chiedono i parenti delle vittime ad Autostrade?

I parenti delle vittime chiedono ad Autostrade non solo scuse, ma soprattutto azioni concrete e un piano dettagliato per garantire la sicurezza delle infrastrutture autostradali. Desiderano vedere un netto distacco dalla gestione precedente al crollo del ponte Morandi e investimenti significativi nella prevenzione dei rischi. Vogliono che la sicurezza diventi una priorità assoluta.