Un'antica icona mariana del XII secolo, rubata 40 anni fa, è stata recuperata dai Carabinieri e restituita alla città di Genova. Il ritrovamento è avvenuto grazie anche all'intervento di Vittorio Sgarbi.
Madonna del Garbo torna al Santuario
La preziosa icona mariana, risalente al XII secolo, ha finalmente fatto ritorno al Santuario del Garbo. Questo luogo si trova nella Valpolcevera, un'area di Genova. L'opera era stata sottratta 40 anni fa. Il suo recupero è stato possibile grazie all'intervento dei Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. L'istituzione ha restituito il manufatto all'Arcidiocesi di Genova. Non si tratta dell'unico bene recuperato. Diverse altre opere sono state ritrovate nel corso delle indagini condotte dalle forze dell'ordine.
Tra i beni restituiti figura un antico bacile in metallo. Questo oggetto proviene dalla Chiesa di San Benedetto al Porto. Sono stati recuperati anche due frammenti di un dipinto. L'opera originale si intitola «L'Apparizione della Vergine a S. Giuseppe Calasanzio». Fu realizzata dal pittore napoletano Jacopo Cestaro, attivo tra il 1718 e il 1785. L'opera era destinata alla Chiesa di Nostra Signora delle Scuole Pie e dell'Angelo Custode.
Il ruolo di Vittorio Sgarbi e le indagini
L'icona era stata portata all'attenzione dell'allora sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, nel corso del 2023. A farlo era stato un antiquario genovese. Sgarbi ha riconosciuto l'importanza dell'opera. Ha immediatamente provveduto a consegnarla ai Carabinieri. Questo gesto ha dato il via a un'indagine approfondita. I militari hanno accertato che l'opera era stata esposta in una libreria situata a Pontedecimo. Lì era stata lasciata dal marito della proprietaria. Quest'ultimo era un mercante d'arte e restauratore.
Le indagini hanno portato alla scoperta di ulteriori opere d'arte all'interno del negozio. La datazione dell'icona è stata confermata da studi specifici. Il professor Clario Di Fabio, dell'Università di Genova, ha collocato l'opera al XII secolo. La tradizione locale narra che l'icona fu rinvenuta all'interno della cavità di un albero. La parola «garbu» in dialetto genovese significa proprio cavità.
La restituzione e il valore della tutela
La cerimonia di restituzione delle opere è stata un momento significativo. L'assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, ha sottolineato il valore straordinario degli organi di tutela. Ha affermato che questi enti sono fondamentali per preservare il patrimonio artistico. Il maggiore Alessandro Caprio ha fornito dettagli sull'indagine. Ha spiegato che l'icona, con alta probabilità, non ha mai lasciato la città di Genova. L'uso di tecnologie avanzate e delle banche dati ha permesso di ricostruire l'intera vicenda.
L'antiquario coinvolto non è stato condannato. La ricettazione, infatti, risultava prescritta. Tuttavia, grazie all'impegno dell'ufficio legale diocesano, coordinato dagli avvocati Laura Oliveri e Raffaele Caruso, è stata disposta la restituzione dei beni. L'arcivescovo Marco Tasca ha definito il recupero delle opere come un «gioco di squadra». Le opere restituite saranno visibili al pubblico. Saranno esposte presso il Museo Diocesano di Genova fino al 21 maggio.