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Quasi cinquant'anni fa, il 26 aprile 1976, a Genova si compì un miracolo medico: il primo trapianto di midollo osseo allogenico in Europa. L'evento, guidato dal professor Alberto Marmont, segnò l'inizio di una nuova era per l'ematologia e i trapianti, dimostrando il potenziale scientifico della città.

La pionieristica impresa del professor Marmont

Il 26 aprile 1976, il professor Alberto Marmont du Haut Champ, eminente ematologo genovese, realizzò un intervento pionieristico. Fu uno dei primi trapianti di midollo osseo allogenico in Europa. L'operazione salvò la vita a Pino Tosi, grazie al trapianto di midollo del fratello. Questo successo aprì nuove frontiere nella scienza dei trapianti e nell'ematologia.

Marmont, scomparso nel 2014 all'età di 95 anni, era un luminare della medicina. Nel 2008 fu ospite della trasmissione «Dica 33» su Primocanale. Ricevette il Grifo d'oro, riconoscimento della città di Genova. In quell'occasione, condivise il palco con Pino Tosi, testimone vivente di una grande storia di medicina.

La loro storia evidenziava l'eccellenza medica genovese. Un'équipe affiatata, una guida appassionata e una solida struttura ospedaliera pubblica erano gli ingredienti del successo. L'allora sindaco Fulvio Cerofolini ne era orgoglioso. Le eccellenze operavano al San Martino, ma anche al Galliera, all'Evangelico e in altre strutture cittadine.

Genova, un polo d'eccellenza medica storica

Negli anni '70, nonostante il difficile contesto del terrorismo, i liguri raramente emigravano per cure mediche. Lo ricorda l'autore parlando di Leonardo Santi, inventore dell'Istituto tumori. Vi era una forte volontà politica di sostenere la ricerca e i professionisti medici. I politici di allora, da democristiani a comunisti, riconoscevano il valore di queste figure.

Marmont, durante la sua ospitata televisiva, ricordò con emozione l'intervento del 1976. Era affiancato dai suoi allievi, Bacigalupo e Damasio. Era presente anche il professor Bruno Speck, ematologo di Basilea, invitato per assistere l'amico Marmont. Il professore espresse gratitudine per il Grifo d'oro, ma anche un senso di umiltà.

Marmont dedicò la sua vita alla ricerca incessante. Era un medico dotato di profonda umanità. Stava sempre vicino ai suoi pazienti, come un vero amico. La sua dedizione era esemplare per i giovani medici.

Il rischio delle fughe di talenti e la speranza per il futuro

Le eccellenze mediche esistono ancora oggi a Genova. L'autore esprime la speranza che la politica le riconosca e le promuova. Come accadeva cinquant'anni fa, i politici di ogni schieramento sostenevano questi professionisti. Le eccellenze mediche non hanno tessere di partito.

L'autore invita a credere nel potenziale locale prima di cercare cure altrove. Il professor Marmont, al momento del suo pensionamento dal San Martino, fu salutato con ironia dal giornalista. Il medico scherzò sulla solerzia burocratica che gli tolse il parcheggio il giorno dopo il ritiro. Era divertito, non risentito.

Il suo allievo, Andrea Bacigalupo, fu poi perso dalla politica genovese. Fu permesso che si trasferisse al Gemelli di Roma. Questo accadde anche ad altri medici di valore. La città scientifica ne pagò le conseguenze, con pazienti che seguivano i medici all'estero.

Una storia quella del 1976 che sarà celebrata a Palazzo Tursi con il professor Andrea Bacigalupo. Sarà un momento per ricordare le belle storie genovesi, da non dimenticare mai. La memoria di questi eventi è fondamentale per il futuro.