Lavoratori dell'ex Ilva di Genova chiedono certezze sull'arrivo dei materiali promessi. Si discute di cassa integrazione e offerte vincolanti per il futuro dello stabilimento di Cornigliano.
Materiali promessi per Cornigliano
I dipendenti dell'ex Ilva a Genova attendono conferme sull'arrivo dei coils. Questi materiali erano stati promessi con un accordo del 14 ottobre. Le rappresentanze sindacali hanno richiesto dettagli precisi. Hanno chiesto un piano ordini per lo stabilimento di Cornigliano. L'intesa ministeriale prevede 35mila tonnellate di coils. Di queste, 25mila andranno alla linea zincata. Le restanti 10mila sono per la banda stagnata.
Cassa integrazione e tavolo ministeriale
Un tavolo di confronto è previsto a Roma. Si terrà il 6 novembre. Il Ministero del Lavoro esaminerà la richiesta di cassa integrazione. L'azienda ha comunicato la necessità di ammortizzatori sociali per 8.622 lavoratori. Per Cornigliano, si parla di 870 dipendenti su 917. L'incontro è fissato alle ore 10:30. La manovra governativa prevede 15 milioni di euro. Questi fondi sono destinati alla cassa integrazione dell'ex Ilva.
Intanto, a Taranto, sono iniziate le operazioni di spegnimento degli altiforni. L'azienda ha informato i sindacati. La decisione segue una sentenza della Cassazione. La notizia è stata comunicata alle organizzazioni sindacali.
Richieste di Regione e Comune
La Commissione Industria e Salute del Senato ha ascoltato le istituzioni liguri. L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessio Piana, ha parlato a nome della Regione Liguria. Ha apprezzato gli strumenti del decreto legge. Questi includono integrazione al reddito e incentivi. Si parla anche di deroghe straordinarie per i lavoratori. Sono compresi quelli dell'indotto. La Regione chiede ulteriori garanzie. Vuole chiarezza sulle misure per i dipendenti liguri e piemontesi. L'assessore ha ringraziato il Governo per gli interventi.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, è intervenuta in videocollegamento. Ha sottolineato l'importanza degli ammortizzatori sociali. Tuttavia, ha ribadito che non possono sostituire un piano industriale. Un piano che garantisca la continuità dello stabilimento. La produzione di Genova è molto richiesta dal mercato. Attualmente, i materiali disponibili a Cornigliano basteranno fino a gennaio-febbraio. È quindi necessario un piano operativo chiaro. Un piano di ordini e acquisti è indifferibile.
Offerte vincolanti: la scadenza si avvicina
La data dell'8 novembre è cruciale. Segna la scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti. Tre realtà sono interessate all'acquisizione. Il colosso indiano Jindal è una di queste. Un'altra è una cordata italiana. Questa è guidata da Federacciai e comprende 15 imprese. Tuttavia, la cordata italiana avrebbe espresso dubbi. Una verifica preliminare (due diligence) suggerisce che l'operazione potrebbe essere troppo complessa. La decisione finale non è ancora stata presa. Lo ha affermato Antonio Gozzi, vicepresidente di Confindustria e presidente di Federacciai. Ha parlato durante un evento a Milano. Ha fatto riferimento alle indiscrezioni giornalistiche. Il gruppo statunitense guidato da Micheal Flacks sembra più distante. Potrebbe comunque presentare un'offerta. L'azienda ha comunicato al governo la disponibilità a sostenere l'investimento. Attendono una convocazione per discutere la proposta. La produzione di acciaio con forni elettrici a Taranto è l'obiettivo.