La conclusione del processo per il crollo del ponte Morandi a Genova porta speranza ai familiari delle vittime. La sentenza attesa chiuderà un lungo periodo di sofferenza e permetterà di voltare pagina.
La fine di un'attesa straziante
Emmanuel Diaz, fratello di Henry, una delle 43 vittime del tragico cedimento del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018, ha seguito con immensa dedizione ogni singola udienza. Per quattro anni, si è seduto in fondo alla sala del tribunale di Genova, senza mancare a nessuna delle 284 sessioni tenutesi a partire dal luglio 2022.
La sua vita è rimasta in sospeso per ben otto anni. Ora, con la conclusione di questa lunga battaglia legale, Emmanuel spera di poter finalmente riprendere in mano la sua esistenza. Ha 35 anni e desidera studiare psicologia, un sogno messo in pausa in attesa di questo momento.
La sua voce si incrina quando ricorda il fratello, scomparso a soli 30 anni. Nonostante la sofferenza, Emmanuel ha sempre mostrato un sorriso, dispensando incoraggiamento a tutti. Ora si prepara al giorno della sentenza, un misto di emozione e turbamento lo pervade.
Ha sottolineato come il loro obiettivo sia stato raggiunto, nonostante molti avessero definito la loro lotta impossibile. Emmanuel è venuto in aula per suo fratello e per tutte le altre persone che hanno perso la vita, ma anche per i vivi, sentendosi attaccato dagli imputati.
La speranza di giustizia e sicurezza
Emmanuel Diaz auspica che la sentenza possa finalmente portare a un'azione concreta per la sicurezza. Non vuole più sentire scuse per ciò che non viene fatto. Spera che nessuna società metta più a rischio la vita delle persone per aumentare i propri profitti.
Un'altra figura centrale nel percorso dei familiari è Egle Possetti, portavoce del Comitato parenti vittime del ponte Morandi. Ha perso due nipoti, la sorella e il cognato. L'attesa della sentenza è carica di emozione e un pizzico di timore.
Egle Possetti si aspetta condanne significative per i ruoli di primo piano, non solo per la posizione ricoperta, ma soprattutto per le omissioni e le mancanze. La tragedia ha inizialmente generato disillusione nei confronti dello Stato, ma il lavoro della procura e della finanza ha restituito un po' di speranza.
Le parole dei familiari dopo il verdetto
I momenti trascorsi in aula sono stati estremamente difficili, specialmente quando Egle Possetti si è trovata faccia a faccia con Giovanni Castellucci o ha ascoltato le dichiarazioni degli imputati. Ha descritto Castellucci come una persona apparentemente gentile, ma il suo doppio atteggiamento è risultato fastidioso. Altri imputati sono apparsi decisamente arroganti.
Egle Possetti confida che le condanne possano fungere da stimolo per la prevenzione. L'obiettivo è agire prima che si verifichino altre tragedie, non solo dopo il crollo di infrastrutture vitali. La speranza è che la giustizia possa portare a un futuro più sicuro per tutti.
La chiusura di questo processo rappresenta un passo fondamentale per le famiglie. Permette di iniziare un percorso di elaborazione del lutto e di guardare avanti, con la speranza che le lezioni apprese da questa immane tragedia possano davvero cambiare le cose.