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L'intelligenza artificiale offre nuovi strumenti per il monitoraggio del rischio frane in Liguria, ma la Fondazione Cima ribadisce l'insostituibile ruolo dell'intelligenza umana e della conoscenza locale.

Rischio frane in Liguria: dati allarmanti

La Liguria affronta un serio problema di dissesto idrogeologico. Circa 13.500 frane attive sono state registrate nella regione. Di queste, ben 2.000 si trovano a Genova. La maggioranza della popolazione ligure, pari al 59,1%, vive in aree soggette a rischio frane. Questo dato posiziona la regione in cima alla classifica nazionale per percentuale di abitanti esposti. Nello specifico, 8.554 persone sono a rischio molto elevato. Altre 97.286 si trovano a rischio elevato. Complessivamente, 105.840 residenti, il 7% del totale, vivono in condizioni di alto pericolo.

I recenti crolli verificatisi in zone come via Napoli e via Caffaro a Genova evidenziano la fragilità del territorio. Eventi meteorologici intensi, come piogge abbondanti, mettono a dura prova la stabilità dei muraglioni. L'azione del tempo aggrava ulteriormente la situazione.

Cambiamenti climatici e infrastrutture

Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per la stabilità del territorio. Le previsioni indicano un aumento delle precipitazioni intense. Questo impone una revisione radicale nella progettazione delle infrastrutture. «Stiamo andando verso un dipolo», spiega Luca Ferraris, presidente della Fondazione Cima. «Momenti in cui l'acqua ci mancherà, e momenti in cui questa acqua cadrà tutta insieme».

È quindi necessario adeguare i criteri di progettazione. Le nuove opere devono considerare attentamente gli effetti del clima che cambia. Non si può più fare affidamento su metodologie obsolete. La sicurezza delle future infrastrutture dipende da questa necessaria evoluzione progettuale.

L'intelligenza artificiale al servizio del monitoraggio

In Liguria, il 14,6% del territorio è classificato a rischio frana elevato o molto elevato. Si tratta di circa 789,9 km quadrati. Su queste aree vivono 105.840 persone. Rispetto al precedente rapporto del 2021, le zone a rischio sono aumentate del 3,1%. Questo incremento corrisponde a 24 km quadrati in più. Tale superficie è paragonabile a migliaia di campi da calcio.

Le nuove tecnologie offrono strumenti promettenti per il monitoraggio. L'intelligenza artificiale (IA) può elaborare enormi quantità di dati. L'Arpal ha presentato uno studio basato sul *machine learning*. Questo studio ha mappato le aree più esposte al rischio frane nel promontorio di Portofino. Sono stati sperimentati diversi algoritmi per creare mappe di suscettività. Queste mappe indicano le zone più predisposte al dissesto. I modelli hanno raggiunto un'accuratezza superiore all'80%.

L'uomo al centro del processo

Nonostante i progressi dell'IA, la Fondazione Cima sottolinea i suoi limiti. «L'intelligenza artificiale è un altro strumento a disposizione», afferma Luca Ferraris. «Però non si sostituisce all'intelligenza dell'uomo». L'IA permette di analizzare dati in modo efficiente. Tuttavia, la supervisione umana rimane essenziale. «Ci deve essere sempre la persona, l'intelligenza delle persone», prosegue Ferraris. Il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali è altrettanto fondamentale.

La conoscenza esperta e la consapevolezza locale sono insostituibili. L'IA può supportare, ma non sostituire, il giudizio umano. La combinazione di tecnologia avanzata e intelligenza umana offre la migliore strategia. Questa sinergia è cruciale per affrontare il complesso problema del rischio frane.

Domande frequenti

Qual è la situazione delle frane in Liguria secondo i dati recenti?

La Liguria conta circa 13.500 frane attive, con 2.000 concentrate a Genova. Il 59,1% della popolazione regionale vive in zone a rischio frane, e il 7% (105.840 persone) si trova in condizioni di alto rischio.

In che modo i cambiamenti climatici influenzano il rischio frane?

L'aumento delle precipitazioni intense, previsto a causa dei cambiamenti climatici, mette a dura prova le infrastrutture esistenti e future. Questo richiede una progettazione che tenga conto di scenari meteorologici estremi e imprevedibili.