Il Ministero della Giustizia non potrà costituirsi parte civile in un processo per corruzione a Genova. Il Ministero dell'Interno è stato invece ammesso, ma dovrà dimostrare un danno specifico. L'udienza è stata rinviata.
Giustizia esclusa da parte civile
La richiesta del Ministero della Giustizia di essere parte civile è stata respinta. Il giudice Giorgio Morando ha preso questa decisione durante l'udienza preliminare. Si tratta di un filone dell'inchiesta sul voto di scambio. L'inchiesta aveva coinvolto anche l'ex presidente della Regione Giovanni Toti a maggio 2024.
Il giudice ha spiegato che il recupero delle spese di giustizia non può avvenire tramite la costituzione di parte civile. Esistono altre procedure previste dal Testo unico sulle spese di Giustizia. La decisione riguarda un aspetto specifico del processo.
Ministero dell'Interno ammesso con riserva
Diversa sorte per il Ministero dell'Interno. La sua richiesta di costituirsi parte civile è stata accolta. Si fa riferimento a danni di natura istituzionale. Vengono citati anche danni d'immagine e alla credibilità del sistema. Il Viminale dovrà però dimostrare un danno diretto. Dovrà fornire una prova rigorosa. La quantificazione del danno (quantum) è fondamentale.
I due ministeri avevano inizialmente richiesto un risarcimento totale. La cifra ammontava a oltre cinque milioni di euro. Il giudice ha definito questa somma «oltremodo elevata». La richiesta è stata quindi considerata eccessiva in questa fase.
Rinvio udienza e possibili riti alternativi
L'udienza è stata fissata per il 23 aprile. In quella data si discuterà il rinvio a giudizio. Gli imputati hanno tempo fino ad allora per richiedere riti alternativi. Il procuratore aggiunto Federico Manotti e il sostituto Luca Monteverde hanno chiesto il rinvio a giudizio. Gli imputati principali sono l'ex capo di gabinetto della Regione Liguria, Matteo Cozzani. C'è anche l'attuale presidente dell'Autorità di sistema portuale, Paolo Piacenza.
Sono coinvolte altre 16 persone. Un elettore è già uscito dal procedimento. Ha chiesto la messa alla prova. Ha ammesso di aver ricevuto promesse di lavoro. Queste promesse erano dall'ex consigliere regionale Stefano Anzalone. In cambio, doveva fornire voti.
Accuse e difese nel processo
La maggior parte degli imputati è difesa da un pool di avvocati. Tra questi figurano Massimo Ceresa Gastaldo e Maurizio Mascia. La procura contesta la corruzione elettorale. L'accusa è legata alle Regionali del settembre 2020. Quelle elezioni furono vinte dal centrodestra e da Giovanni Toti.
A Paolo Piacenza viene contestata l'omessa denuncia. Riguarda l'occupazione abusiva di un'area nel porto. Matteo Cozzani è accusato di corruzione elettorale aggravata. L'aggravante è legata al fine di agevolare Cosa Nostra. Le difese dovranno ora preparare le argomentazioni per la prossima udienza.