I furgoni delle consegne a domicilio stanno causando seri problemi di traffico a Genova, bloccando le strade strette e creando disagi sia agli automobilisti che ai lavoratori. Si evidenzia una crescente difficoltà nella gestione della logistica urbana.
Ingorghi nelle vie strette di Genova
Percorrendo via Caffaro, una strada in salita e stretta, si nota un furgone per le consegne a domicilio. Il mezzo rallenta e si ferma in mezzo alla carreggiata. Non ci sono spazi per accostare ai marciapiedi.
L'auto dietro suona il clacson, impaziente. Dal furgone scende un giovane autista. Si scusa con un gesto e apre i portelloni posteriori. Carica casse e entra in un palazzo.
La coda di auto aumenta rapidamente. Il traffico blocca anche veicoli in uscita da una galleria. Si crea un ingorgo in un tratto stradale importante.
La logistica urbana in crisi
L'autista rientra nel furgone dopo pochi minuti. Riparte verso un'altra destinazione. A Genova, le strade sono spesso strette e tortuose. Non ci sono viali ampi o piazze spaziose.
Si ripete la scena di via Caffaro. Si verificano intasamenti e consegne di pacchi. L'autista rientra nel furgone. Si crea un blocco temporaneo.
Questo si moltiplica per centinaia di consegne. Si genera un ingorgo quotidiano. Escludendo forse la domenica, tutta Genova ne risente. Dal centro, come via Fieschi, ai quartieri collinari.
Le strade come via Paleocapa, via Menini o via Berghini diventano impraticabili. La città è paralizzata dal traffico dei furgoni. La circolazione è diventata un incubo.
I "nuovi braccianti" della consegna
Non sono solo i genovesi in auto a soffrire. Anche i lavoratori affrontano difficoltà. Devono guidare da soli il furgone. Fermarsi dove possibile, caricare la merce.
Portano tutto nelle case dei clienti. Un tempo, c'erano due persone. Un autista e un addetto alle consegne. Le aziende hanno ridotto il personale per risparmiare.
Dopo i riders, questi autisti sono i "nuovi braccianti". Il 1 maggio, festa dei lavoratori, dovrebbe ricordarli. Le celebrazioni dovrebbero considerarli.
Anche gli autisti dei bus sono in difficoltà. Percorrono strade strette. Devono schivare soste selvagge. Zigzagano pericolosamente.
Questi "nuovi braccianti" della consegna a domicilio sono un fenomeno. È esploso con la pandemia. Ora è una comodità diffusa. Giustificata per chi lavora o per anziani fragili.
Il valore del commercio di prossimità
La frequentazione umana con il negoziante è preziosa. Offre informazioni sul quartiere. Segnala problemi e soluzioni. Il negozio sotto casa è una sentinella sociale.
Perdere questo contatto sarebbe un disastro. Si spera che la sindaca possa intervenire. L'obiettivo è rivitalizzare i quartieri.
Una Genova giovane è auspicabile. Che i giovani non lascino la città. Anzi, che ritornino o la scoprano. Ma anche una città che valorizzi i quartieri.
Dove si può ancora parlare con il macellaio. Raccontare i propri problemi. Sfogare le tensioni quotidiane. Un legame sociale da preservare.