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Si sono tenuti i funerali di Paolo Signor, vittima di un omicidio avvenuto a Genova. L'assassino è ricoverato in ospedale. Le indagini sui motivi proseguono.

Funerali per Paolo Signor a Genova

Si sono svolti i funerali di Paolo Alberto Pietro Signor. La cerimonia si è tenuta nella basilica dell'Annunziata. Signor era un uomo di quarantotto anni. È stato ucciso dieci giorni fa. L'omicidio è avvenuto nel parco di villetta Di Negro. Il parco si trova nel centro di Genova.

L'assassino, Cisse Camara, è attualmente ricoverato. Soffre di una grave polmonite. Si trova all'ospedale San Martino. Le sue condizioni sono monitorate.

Presenti alle esequie

Alle esequie hanno partecipato molte persone. C'erano gli amici della vittima. Era presente anche il fratello, Andrea Maria Pietro. Hanno partecipato i volontari delle associazioni di strada. Erano presenti anche operatori sanitari. Questi ultimi lavoravano nel reparto di cardiologia. Signor era stato ricoverato in quel reparto.

Hanno presenziato autorità cittadine. La sindaca Silvia Salis era tra i presenti. Erano con lei gli assessori Emilio Robotti, Cristina Lodi e Arianna Viscogliosi. C'era anche il presidente del Consiglio comunale, Claudio Villa.

Le parole di Don Scala

Don Maurizio Scala ha pronunciato un discorso commosso. Ha definito la morte di Signor un grido. Questo grido si alza dalla città. Si alza dai tanti poveri che la abitano. L'omicidio è anche frutto di marginalità. Molte vite sono abbandonate a se stesse. Don Scala ha sottolineato la necessità di assunzione di responsabilità. Ha auspicato un tentativo di costruire insieme una città più inclusiva. Una città che sia per tutti.

Mistero sui motivi dell'aggressione

Il motivo dell'aggressione rimane un mistero. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Sono diretti dal colonnello Marco Alesi. Secondo le ricostruzioni, i due sono arrivati insieme al parco. L'orario era le sei del mattino. La discussione è iniziata alle dieci. L'omicidio si è consumato in venti minuti. Signor è stato colpito con cinque fendenti. L'arma usata era un coccio di bottiglia. Uno dei colpi ha raggiunto la gola.

Camara, difeso dall'avvocato Filippo Guiglia, è stato fermato. Al momento del fermo delirava. Le sue condizioni di salute hanno richiesto il ricovero ospedaliero. Le indagini proseguono per chiarire l'esatta dinamica e le motivazioni del gesto.