Attivisti dell'ex Buridda contestano il Rettore Delfino di Genova. Critiche sullo sgombero di Corso Montegrappa 39 e la gestione degli spazi universitari.
Critiche alla gestione degli spazi universitari
Gli attivisti dell'ex Buridda hanno inviato una comunicazione ufficiale. Si rivolgono direttamente al Magnifico Rettore **Federico Delfino**. La lettera giunge in risposta alle dichiarazioni del Rettore. Queste sono state pronunciate durante l'inaugurazione del nuovo anno accademico. L'evento si è svolto presso l'Albergo dei Poveri. Questa struttura appartiene all'Università di Genova. L'edificio dispone di ampi spazi. Molti di questi sono rimasti inutilizzati per lungo tempo. Gli attivisti sottolineano questo aspetto. Lo fanno mentre il Rettore si occupava dello sgombero del loro spazio sociale. Questo si trovava in Corso Montegrappa 39.
Successi del rettorato e critiche degli attivisti
Nel suo discorso inaugurale, il Rettore **Federico Delfino** ha elencato diversi successi. Ha menzionato la nuova aula di Medicina. Ha citato il nuovo studentato da 320 posti letto al San Martino. Ha ricordato anche la nuova mensa in Valletta Puggia. Gli attivisti sottolineano che questi progetti sono finanziati dal Pnrr. Lo stesso Rettore ha evidenziato questo punto. Viene menzionato anche il progetto agli Erzelli. Questo è iniziato sotto il suo mandato. La sua conclusione è prevista per la fine del 2027. Viene citata anche la piccola sala elettrificata a Palazzo Balbi Senarega. Gli attivisti la definiscono un successo minore. Il Rettore ha anche parlato della carenza di alloggi per gli studenti fuori sede. Ha fatto riferimento alle numerose case sfitte presenti a Genova. Ha elogiato l'elevato numero di iscritti e corsi attivi. Infine, ha proposto un'iniziativa per unire giovani e anziani.
La posizione degli attivisti sull'ex Buridda
La nota degli attivisti dell'ex Buridda evidenzia una discrepanza. Sembra esserci un contrasto tra le parole del Rettore e le azioni concrete. L'occupazione di Corso Montegrappa 39 rappresentava per loro uno spazio sociale vitale. Lo sgombero di questo luogo è visto con amarezza. Soprattutto se confrontato con la gestione di altri immobili universitari. L'Albergo dei Poveri, con i suoi metri quadrati inutilizzati, è un esempio citato. Gli attivisti si chiedono perché si sia scelto di intervenire su uno spazio autogestito. Questo mentre altre proprietà universitarie rimangono in stato di abbandono. La comunicazione mira a sollevare interrogativi sulla priorità delle azioni. Si mette in discussione la visione di sviluppo dell'ateneo. La lettera degli attivisti, rilanciata nelle ultime ore, punta il dito. Accusa l'amministrazione universitaria di una gestione poco trasparente. Si parla di un vero e proprio «buco nero» riguardo la destinazione di alcuni spazi. La loro critica si concentra sulla mancanza di un piano chiaro. Questo piano dovrebbe riguardare la riqualificazione e l'utilizzo degli immobili universitari. La vicenda solleva dubbi sulla reale attenzione verso le esigenze della comunità studentesca e sociale. Soprattutto quando queste non si allineano con i progetti di grande respiro.
Domande frequenti
Cosa chiedono gli attivisti dell'ex Buridda al Rettore Delfino?
Gli attivisti chiedono chiarimenti sulla gestione degli spazi universitari. Contestano lo sgombero del loro spazio sociale in Corso Montegrappa 39. Lo mettono in relazione con gli ampi spazi dell'Albergo dei Poveri rimasti inutilizzati.
Quali successi del Rettorato vengono citati dagli attivisti?
Gli attivisti citano i successi elencati dal Rettore Delfino: la nuova aula di Medicina, il nuovo studentato al San Martino, la nuova mensa in Valletta Puggia, il progetto agli Erzelli e la sala elettrificata a Palazzo Balbi Senarega. Sottolineano che molti di questi sono finanziati dal Pnrr.