La morte di una donna peruviana a Genova, avvenuta dopo una lite con il compagno, è al centro di un'indagine. I familiari contestano l'ipotesi di incidente, chiedendo ulteriori approfondimenti sulla dinamica della caduta.
Dubbi sulla dinamica della caduta
Una tragica vicenda scuote il quartiere San Martino di Genova. Evelinndel Moori Chamorro, una cittadina peruviana di 30 anni, ha perso la vita a settembre. La donna è precipitata dalla tromba delle scale del suo condominio. La caduta è avvenuta dal sesto piano. L'episodio è successo in salita superiore della Noce. La morte è sopraggiunta dopo un acceso diverbio con il suo compagno. Quest'ultimo è Marlo Stephano V. C., di due anni più grande di lei.
Il pubblico ministero Giuseppe Longo aveva inizialmente richiesto l'archiviazione del caso. Le indagini preliminari non avevano evidenziato responsabilità di terzi. Tuttavia, i familiari della vittima non hanno accettato questa conclusione. Sono assistiti dall'avvocato Paolo Costa. Essi ritengono che la morte non sia stata un semplice incidente. Per questo motivo, hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. Sostengono la necessità di ulteriori indagini. Vogliono chiarire la reale dinamica dei fatti.
Udienza fissata per valutare il caso
La giudice Elisa Campagna ha fissato un'udienza cruciale. L'appuntamento è per il prossimo 17 aprile. In questa sede, si valuterà se procedere con l'archiviazione. In alternativa, si potranno disporre ulteriori accertamenti investigativi. L'uomo, il compagno della defunta, era stato inizialmente indagato. Le accuse ipotizzate erano di omicidio preterintenzionale. Questa ipotesi prevedeva che l'intenzione fosse diversa dall'esito mortale.
La difesa dell'uomo, affidata agli avvocati Chiara Mariani e Luca Barontini, ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti. L'uomo ha dichiarato di non aver commesso alcuna azione. Ha affermato che la sua compagna sia caduta da sola. Ha aggiunto che la donna minacciava di buttarsi se lui non fosse rientrato in casa. Questa versione dei fatti è stata presentata agli inquirenti.
Le indagini e le versioni contrastanti
La richiesta di archiviazione da parte della Procura si basava su accertamenti medico-legali. Si aggiungevano le indagini condotte dagli agenti della squadra mobile di Genova. Da questi elementi, non erano emerse responsabilità dirette dell'uomo. Per il pubblico ministero, gli elementi raccolti suggerivano un tragico incidente. La caduta sarebbe avvenuta in circostanze accidentali. La Procura ha ritenuto conclusa la fase investigativa.
Tuttavia, i parenti della vittima nutrono forti dubbi. Per loro, la dinamica della caduta appare incompatibile con un incidente. Non la ritengono nemmeno riconducibile a un gesto volontario della donna. Sospettano che ci siano altri elementi da approfondire. Ritengono che la versione ufficiale non sia esaustiva. La loro opposizione mira a ottenere una ricostruzione più completa e veritiera degli eventi che hanno portato alla morte di Evelinndel.
La ricostruzione del compagno
Il compagno della defunta ha fornito la sua versione dei fatti. Ha spiegato di essere uscito dall'appartamento situato in salita superiore della Noce. Questo sarebbe avvenuto dopo un litigio. Ha dichiarato che la donna lo stava picchiando. La situazione sarebbe degenerata. La donna, secondo il suo racconto, lo avrebbe seguito fuori dall'abitazione. Gli avrebbe detto: «Se non torni mi butto». Questa frase, riferita agli investigatori, indica una possibile intenzione suicida manifestata dalla donna.
Successivamente, secondo quanto riferito dall'uomo, la donna sarebbe inciampata. La caduta nella tromba delle scale sarebbe stata fatale. Sarebbe morta sul colpo. Questa testimonianza è stata raccolta durante le indagini. Ora, però, i familiari chiedono che vengano vagliate attentamente anche altre ipotesi. Vogliono escludere con certezza ogni possibile coinvolgimento o responsabilità del compagno. La giustizia dovrà fare chiarezza su questa dolorosa vicenda.
Il contesto genovese e le indagini
La città di Genova, con la sua complessa orografia e i suoi numerosi edifici storici, presenta spesso scenari complessi per le indagini. Le cadute da altezze elevate, purtroppo, non sono eventi rari. Tuttavia, ogni caso richiede un'analisi meticolosa. La tromba delle scale, in particolare, può nascondere insidie. La sua conformazione può rendere difficile la ricostruzione esatta di un movimento. L'illuminazione, la presenza di gradini usurati o ostacoli improvvisi possono giocare un ruolo.
Le indagini della squadra mobile genovese hanno seguito i protocolli standard. Hanno raccolto testimonianze, effettuato rilievi e atteso i risultati dell'autopsia e degli esami tossicologici. Questi elementi sono fondamentali per determinare le cause del decesso e le circostanze che lo hanno preceduto. L'ipotesi di omicidio preterintenzionale, sebbene inizialmente considerata, è stata scartata dalla Procura in assenza di prove concrete. La versione dell'incidente, o di un gesto volontario della donna, sembrava prevalere.
L'opposizione dei familiari apre ora un nuovo capitolo. La loro richiesta di ulteriori accertamenti potrebbe portare a nuove perizie. Potrebbero essere riesaminate le prove già raccolte. Si potrebbero anche disporre nuove escussioni di testimoni. L'obiettivo è fornire una risposta definitiva alla famiglia. Una risposta che possa portare pace e giustizia per la scomparsa di Evelinndel Moori Chamorro. La decisione del giudice Campagna sarà determinante per il futuro di questa indagine.