La Comunità di Sant'Egidio a Genova ha accolto e formato Abib, un giovane migrante arrivato in Italia su un barcone. Grazie all'insegnamento della lingua italiana e al supporto della comunità, Abib ha completato gli studi, trovato lavoro ed è diventato cittadino italiano, dimostrando il potere dell'integrazione.
Un viaggio dalla disperazione all'integrazione
Abib, nome di fantasia, giunse in Italia con i suoi genitori. Il loro arrivo avvenne via mare, su un natante affollato. Nessuno a bordo parlava la lingua italiana. Non i genitori, né gli altri passeggeri. Oggi, però, Abib ha concluso con successo le scuole superiori. Ha trovato un impiego e ha ottenuto la cittadinanza italiana. Questo percorso è stato reso possibile dall'aiuto di una scuola di lingua italiana gestita dalla Comunità di Sant'Egidio. L'organizzazione non solo ha offerto accoglienza, ma ha costruito un ambiente favorevole. Questo ha permesso a Abib e alla sua famiglia di integrarsi pienamente, imparando l'italiano.
La vicenda di Abib riflette molte altre storie simili. Storie segnate da pericoli e difficoltà immense. Molti di questi ostacoli sono stati superati grazie alla Scuola della Pace. Questa scuola fa parte della Comunità di Sant'Egidio, fondata da Andrea Riccardi. L'organizzazione opera in diversi settori umanitari. Si occupa di anziani soli, migranti, aree periferiche e dialogo interreligioso. Offre supporto a persone e famiglie in grave stato di bisogno. La famiglia di Abib rientrava in questa categoria.
La lingua come ponte verso il futuro
L'arrivo in Sicilia avvenne tramite un'imbarcazione di fortuna. Nessun membro della famiglia conosceva l'italiano. Il trasferimento verso Genova presentò ulteriori sfide. Una volta giunti in città, grazie alla comunità africana locale, la famiglia scoprì la Scuola della Pace. Il giovane Abib poté così iniziare il suo apprendimento dell'italiano. Quando arrivò il momento di iscriverlo a scuola, anche la madre comprese l'urgenza di superare la barriera linguistica.
Con il sostegno di Sant'Egidio, la madre non solo apprese la lingua. Riuscì anche a navigare il complesso sistema burocratico italiano. Questo le permise di accompagnare il figlio nel suo percorso educativo. Poteva partecipare ai colloqui con gli insegnanti. Supportare i compiti a casa. Vivere una vita sociale pienamente integrata. Questo percorso ha portato Abib dalle scuole elementari, passando per la scuola media, fino al diploma in un istituto tecnico.
Dalla giuramento alla piena cittadinanza
Dopo aver ottenuto il diploma, Abib ha trovato un'occupazione. Poche settimane fa, ha pronunciato parole significative in italiano. Ha dichiarato: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato». Questo momento ha sancito la sua piena cittadinanza italiana. Un traguardo raggiunto anche dalla madre e dal padre.
La Comunità di Sant'Egidio gestisce sette scuole per l'insegnamento dell'italiano a adulti e minori. A queste si aggiungono tredici scuole per bambini. «Siamo alleati di molte scuole nel contrastare il clima attuale», affermano dalla Comunità. «Creiamo spazi di aggregazione e accoglienza autentica. Il problema della lingua esiste, ma non va trattato come argomento da campagna elettorale. La semplificazione non porta soluzioni; i problemi sono altri».
Viene sottolineato come la mancanza di strumenti culturali impedisca il progresso. Sono necessarie competenze e una solida educazione. Il vero problema, secondo l'organizzazione, è la «povertà educativa», non la nazionalità.