Il Consiglio Comunale di Genova ha approvato una mozione a sostegno del suicidio medicalmente assistito. Il voto è simbolico ma politicamente rilevante, impegnando la sindaca a supportare una proposta di legge regionale.
Genova: mozione approvata sul fine vita
Il Consiglio Comunale di Genova ha espresso un voto favorevole riguardo al suicidio medicalmente assistito. La decisione è stata formalizzata tramite l'approvazione di una mozione specifica. Questo atto impegna la sindaca, Silvia Salis, e l'intera giunta comunale. L'impegno è volto a sostenere una proposta di legge regionale. Tale proposta mira a regolamentare le procedure per l'assistenza sanitaria in casi di fine vita. I Comuni non possiedono competenze legislative dirette in materia. Tuttavia, il voto assume un significato importante. È un segnale simbolico e politico. Rappresenta il sostegno a chi da tempo lotta per il riconoscimento di questo diritto.
La mozione è stata presentata dalla lista civica che fa capo alla sindaca Salis. A illustrarla in aula è stato Filippo Bruzzone. L'iniziativa nasce dal dibattito già in corso a livello regionale. Il dibattito è stato avviato da Gianni Pastorino, esponente della lista Orlando. L'approvazione in Consiglio avviene a circa un mese dal primo caso registrato in Liguria. Un uomo di 56 anni, residente a Genova, affetto da sclerosi multipla, ha scelto di porre fine alla sua vita. Ha utilizzato un farmaco fornito dal servizio sanitario nazionale. Questo percorso è stato seguito con il supporto dell'associazione Luca Coscioni. La vicenda segue di pochi mesi un altro caso che aveva destato scalpore nella regione. Un'altra persona, in quel frangente, era stata costretta a recarsi in Svizzera. L'obiettivo era esercitare il diritto di morire con dignità.
Bruzzone (Lista Salis): «Genova apripista tra le grandi città»
Il documento ha ottenuto il parere favorevole della giunta. La maggioranza di centrosinistra ha votato a favore. L'opposizione, invece, è stata registrata come presente ma non votante. Filippo Bruzzone ha commentato l'esito per GenovaToday. Ha definito Genova la «prima grande città» ad approvare un documento di indirizzo di questo tipo. Ha espresso perplessità riguardo all'atteggiamento definito «ambiguo» del centrodestra. Ha comunque sottolineato l'aspetto positivo: nessuno ha votato contro la mozione. La mozione è stata redatta in stretta collaborazione con la cellula locale dell'associazione Luca Coscioni. Quest'ultima si impegna da anni su questo fronte. L'obiettivo è dare una spinta politica positiva al percorso intrapreso da Pastorino in Regione. Si vuole dotare anche la Liguria di una legislazione specifica. Tale legislazione dovrebbe essere conforme alle sentenze della Corte Costituzionale del 2019 e del 2025.
Nel suo intervento, Bruzzone ha richiamato i casi specifici avvenuti in Liguria. Ha spiegato che il testo si fonda sull'ascolto della persona che soffre. Si considera la consapevolezza di non poter migliorare la propria condizione. La libertà di scelta, secondo Bruzzone, apre a diverse possibilità. Attualmente, queste opzioni mancano. Tra queste, spicca il diritto a una vita dignitosa e a una morte serena. Uno dei miti da sfatare riguarda l'idea di un suicidio privo di regole. Bruzzone ha ribadito che la sentenza del 2019 è molto chiara. Stabilisce paletti stringenti. È necessario trovarsi in condizioni di malattia irreversibili. Inoltre, la sofferenza fisica e psicologica deve essere non più sostenibile. Si è mostrato soddisfatto per l'approvazione della mozione. Ha espresso la speranza che questo gesto possa fungere da ispirazione per altri Comuni. L'obiettivo primario è raggiungere una legge regionale. Tuttavia, ha sottolineato che dovrebbe essere il Parlamento a muoversi per primo. Le Regioni, infatti, legiferano per colmare un vuoto a livello nazionale.
Il ruolo dell'Associazione Luca Coscioni e il parere dell'Assessora Bruzzone
Jennifer Tocci, coordinatrice dell'associazione Luca Coscioni in Liguria, ha espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto dal Comune di Genova. Ha dichiarato che nessun cittadino dovrebbe essere costretto a subire attese o viaggi all'estero. Questo per vedere riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione. Tocci auspica ora che il Consiglio Regionale della Liguria accolga questa richiesta. Si spera nella ripresa dei lavori legislativi in materia. L'assessora alle Pari Opportunità, Rita Bruzzone, ha definito l'approvazione della mozione «un atto di civiltà». Ha posto l'accento sulla necessità di interrogarsi se la dignità sia un diritto. Ha sottolineato l'importanza di discutere di tali diritti. Se la dignità è un diritto durante la vita, non si vede perché non debba esserlo al momento della scelta di morire. Rita Bruzzone crede fermamente che un Paese civile debba garantire la libertà di scelta. Non deve imporre nulla. Ha chiarito che non si tratta di un messaggio di morte. Pur rispettando il credo religioso altrui, ha espresso profondo rispetto per il coraggio di chi sceglie di porre fine alla propria sofferenza. Ha manifestato rispetto anche per il coraggio dei familiari che accompagnano questa scelta.
L'assessora ha condiviso un'esperienza personale. Ha citato un caso di fibrosi cistica all'interno della sua famiglia. Ha raccontato come tutti abbiano assistito i propri cari malati. Spesso, il desiderio è quello di non lasciarli andare. Tuttavia, ha evidenziato che a volte è necessario avere il coraggio di lasciarli andare. Questo è particolarmente vero quando è la persona malata a chiederlo. Ha concluso con un appello: «Non lasciate che le vostre scelte determinino quelle degli altri». La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Genova rappresenta un passo avanti nel dibattito sul fine vita. Sottolinea l'importanza del diritto all'autodeterminazione e alla dignità. L'atto, pur essendo simbolico, mira a influenzare il percorso legislativo regionale e nazionale. La discussione è aperta e coinvolge aspetti etici, sociali e personali profondi.