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La comunità albanese di Genova, la più numerosa in Liguria, propone la creazione di un centro culturale dedicato alla lingua e alle tradizioni. L'obiettivo è preservare il patrimonio culturale per le nuove generazioni, che rischiano di perdere il legame con le proprie radici.

La comunità albanese in Liguria

In Liguria la comunità albanese rappresenta la più grande presenza straniera. I dati Istat indicano oltre 21 mila residenti, con una concentrazione significativa a Genova. Questo gruppo etnico è giunto in massa tra gli anni '90 e i primi 2000. Oggi, dopo oltre trent'anni, l'associazione Egnatia, portavoce ufficiale della Diaspora Albanese in regione, ha avviato un'iniziativa importante. L'associazione promuove la nascita di un centro dedicato alla lingua e cultura albanese. L'obiettivo primario è rivolto ai giovani di seconda generazione. Si mira a evitare la dispersione del loro retaggio culturale.

Preservare l'identità culturale

Afrim Zyka, presidente di Egnatia, sottolinea l'integrazione della comunità albanese a Genova. I giovani albanesi sono attivi nel mondo universitario e professionale. Sono pienamente inseriti nel tessuto sociale ed economico locale. Tuttavia, emerge una preoccupazione. Le nuove generazioni, cresciute parlando italiano, tendono a perdere l'uso dell'albanese. La difficoltà delle regole grammaticali complesse aggrava il problema. Zyka evidenzia una differenza cruciale. A differenza dello spagnolo, l'albanese è una lingua meno diffusa globalmente. Se non preservata attivamente, rischia di scomparire in Italia in una generazione. Viene ricordato che l'albanese è una delle lingue più antiche d'Europa.

Un nuovo approccio all'integrazione

Aleko Xhindi, delegato chiavarese di Egnatia, descrive il progetto del centro culturale. Assume un significato quasi paradossale. Non nasce per colmare lacune nell'integrazione. Al contrario, mira a supportare una comunità già integrata nel mantenere viva la propria identità. È un cambio di prospettiva. Invece di insegnare l'italiano agli stranieri, si vuole insegnare l'albanese ai figli di immigrati. L'obiettivo è permettere loro di vivere in Italia parlando e scrivendo anche nella lingua dei loro padri. Questo progetto riceve il pieno sostegno del Consolato Generale d'Albania.

Dialogo istituzionale e prospettive future

Il progetto sarà discusso a Tirana. Parteciperà al Summit della Diaspora Albanese, un congresso internazionale organizzato dal Governo. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha facilitato un incontro tra i vertici di Egnatia e gli assessori comunali. Questo gesto dimostra l'impegno di Genova a diventare una città cosmopolita. La città si mostra attenta e rispettosa delle sue comunità. Xhindi evidenzia come un'amministrazione progressista valorizzi le diverse identità culturali. L'integrazione vera non richiede l'abbandono delle proprie radici. Un politico illuminato promuove la convivenza pacifica di persone con origini diverse. Il centro culturale sarà aperto a tutti, indipendentemente dall'etnia. Chiunque desideri avvicinarsi alla cultura albanese sarà benvenuto.

Strumento di dialogo e opportunità

Afrim Zyka conclude sottolineando l'importanza del dialogo tra istituzioni e associazioni. Questo confronto è fondamentale per intercettare bisogni reali. Permette di trasformare tali bisogni in opportunità concrete. L'esperienza di Egnatia ne è un esempio. Dimostra la capacità del Comune di Genova di ascoltare e supportare le realtà più dinamiche del territorio. L'iniziativa rafforza il legame tra la comunità albanese e la città.