Un carrozziere di 66 anni, accusato di un omicidio avvenuto nel 1995 a Genova, ha richiesto il rito abbreviato. La sua difesa spera in uno sconto di pena in caso di condanna.
Richiesta di rito abbreviato per omicidio
Fortunato Verduci, un carrozziere di 66 anni, ha deciso di optare per il rito abbreviato. Questa scelta legale gli consentirebbe di beneficiare di una riduzione della pena qualora venisse riconosciuto colpevole. La richiesta sarà formalizzata durante l'udienza preliminare fissata per martedì. L'uomo è accusato di essere l'esecutore materiale del cosiddetto «delitto del trapano».
L'episodio risale al 1995 e vide come vittima Luigia Borrelli. L'infermiera, che si prostituiva, fu trovata massacrata nel suo appartamento. Il luogo del delitto era un basso situato in vico Indoratori, nel cuore del centro storico di Genova. I difensori di Verduci, gli avvocati Emanuele Canepa e Andrea Volpe, presenteranno l'istanza alla giudice Martina Tosetti.
Le accuse e gli indizi contro il carrozziere
La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Patrizia Petruzziello, contesta a Verduci diversi reati. Le accuse includono l'omicidio pluriaggravato e la rapina aggravata ai danni della Borrelli. Inoltre, l'uomo è imputato per il furto aggravato di gioielli. Questi preziosi appartenevano alla compagna che lo ospitava, sottratti nel dicembre 2023. Viene contestato anche l'impiego di beni derivanti da attività illecite.
Nonostante le gravi accuse, il carrozziere al momento è un uomo libero. Le richieste di arresto avanzate dalla procura sono state respinte in diverse sedi giudiziarie. Il gip, il Tribunale del Riesame e la Cassazione hanno tutti negato la misura cautelare. La motivazione principale risiede nel tempo trascorso dai fatti, oltre 30 anni. I giudici hanno riconosciuto l'esistenza di indizi solidi, ma la distanza temporale ha prevalso.
Il ruolo del DNA e le motivazioni del presunto delitto
L'identificazione di Verduci come sospettato è avvenuta grazie a un'analisi del DNA. Una macchia di sangue rinvenuta sulla scena del crimine ha permesso di estrarre un profilo genetico. Questo profilo è risultato compatibile con quello di un parente dell'uomo, attualmente detenuto nel carcere di Brescia. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Verduci avrebbe agito per motivi economici.
Si ipotizza che l'uomo, affetto da ludopatia e sommerso dai debiti, abbia aggredito brutalmente Luigia Borrelli. L'intento sarebbe stato quello di rapinarla. L'aggressione sarebbe proseguita fino a causarne la morte, utilizzando un trapano come arma. I familiari della vittima sono rappresentati legalmente dall'avvocata Rachele De Stefanis.
La vicenda giudiziaria e le prospettive
La scelta del rito abbreviato da parte di Fortunato Verduci rappresenta una mossa strategica. Questo procedimento, infatti, prevede una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. La difesa punta a ottenere il massimo beneficio possibile, data la complessità del caso e il lungo arco temporale trascorso. L'udienza preliminare di martedì sarà cruciale per definire i prossimi passi del processo.
La giudice Martina Tosetti dovrà valutare la richiesta. Se accolta, si procederà con il giudizio abbreviato, saltando la fase dibattimentale. La pubblica accusa, invece, continuerà a sostenere la propria tesi basata sugli indizi raccolti. La vicenda giudiziaria del «delitto del trapano» si avvicina a una nuova fase, con la speranza di fare piena luce su un crimine avvenuto quasi trent'anni fa.