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A Genova il bilancio AMT 2024 manca ancora all'appello. Si discute di presunti buchi da 200 milioni, ma senza dati ufficiali. Le conseguenze sono già tangibili per cittadini e fornitori.

Mancanza di dati ufficiali AMT

Il dibattito sui conti di AMT a Genova è acceso da mesi. Esiste però un paradosso evidente. I numeri ufficiali mancano all'appello. Il bilancio per l'anno 2024 non è ancora stato approvato. Nonostante ciò, il dibattito pubblico è già pieno di cifre. Si parla di stime e soprattutto di perdite date quasi per certe.

Questa situazione crea un cortocircuito istituzionale. Solleva molte domande importanti. La nostra redazione ha più volte evidenziato questa mancanza di dati ufficiali. Questo avviene a fronte di un racconto sempre più allarmistico. Il bilancio 2024 avrebbe dovuto essere approvato prima del consolidato del Comune di Genova. Questo documento dovrebbe includere anche eventuali risultati negativi dell'azienda di trasporto. Invece, il consolidato è stato approvato senza quella voce.

Analisi esterne e costi aggiuntivi

Il racconto pubblico si è alimentato di valutazioni esterne. Tra queste spicca l'analisi di PwC. Questo studio è stato commissionato dall'attuale amministrazione comunale. La scelta di affidarsi a uno studio esterno apre un ulteriore fronte. Si è deciso di incaricare PwC, nonostante un contratto in essere con un'altra società, Deloitte. Questo comporta costi aggiuntivi per l'amministrazione.

Inoltre, la stessa PwC chiarisce nelle premesse del suo documento. I dati utilizzati non sono stati verificati direttamente. Essi derivano da informazioni raccolte, anche tramite interviste. Questo elemento rende l'analisi di fatto parziale. Non può essere considerata certificativa dei conti aziendali.

L'impatto dei "buchi" presunti

Nonostante questo quadro incerto, si è arrivati a parlare di "buchi" finanziari. Le cifre ipotizzate raggiungono i 200 milioni di euro. Una narrazione che, in assenza di dati ufficiali, appare azzardata. Rischia di aver prodotto effetti concreti ben prima della verità contabile. Le conseguenze si sono viste subito. Il sistema bancario si è irrigidito sugli affidamenti. I fornitori sono in allarme.

Si sono viste richieste di pagamenti anticipati per garantire le forniture. Questo clima di sfiducia ha inciso direttamente sulla gestione operativa dell'azienda. La reazione è stata immediata. Si è proceduto con un taglio dei costi. C'è stata una riduzione delle corse. È in atto una revisione dei servizi offerti ai cittadini. Questo cambio di rotta è stato percepito in modo netto dalla popolazione.

Disagi per i cittadini genovesi

I cittadini di Genova hanno notato meno autobus in circolazione. Le frequenze dei mezzi sono diminuite. Sono state ridotte le gratuità per alcuni servizi. Si è creata una frattura evidente nella percezione pubblica. Molti genovesi non capiscono perché fino a un anno fa esistesse un certo livello di servizio. Oggi si ritrovano con una realtà completamente diversa. Questo è un'inversione di tendenza rispetto al recente passato.

In passato, AMT garantiva più servizi. Offriva agevolazioni per gli over 70. C'era la gratuità su alcuni impianti come metro e ascensori. La questione tecnica delle poste di bilancio complica ulteriormente il quadro. Alcune voci, come le multe, vengono interpretate oggi in modo più prudenziale. Si effettuano accantonamenti più rigidi. Questo incide sul risultato finale del bilancio.

Una gestione prudente ma onerosa

Una linea che, secondo diversi osservatori, sarebbe più severa. Viene paragonata a quella adottata in altre aziende di trasporto italiane. Genova sembra scegliere una strada più restrittiva. Si potrebbe definire "più realista del re". L'effetto è quello di appesantire i conti aziendali, almeno sul piano formale. In questo scenario si inserisce anche il ruolo del presidente Berruti. È in carica da agosto 2025.

Finora non si è espresso pubblicamente sulla vicenda. A parte l'ultimo incontro, ha sempre partecipato alle riunioni collegandosi da remoto. Questa situazione rischia di produrre un ulteriore cortocircuito. Quando il bilancio 2024 sarà finalmente approvato, dovrà necessariamente modificare anche il consolidato del Comune già licenziato. Nel frattempo, però, il danno reputazionale è già avvenuto.

Conseguenze economiche e sociali

Con esso si sono manifestati gli effetti economici e sociali. Ci sono state tensioni sindacali. La riduzione del servizio ha creato disagi. L'aumento dei costi per gli utenti è una realtà. La domanda a questo punto è inevitabile. Era necessario alimentare l'allarme senza avere in mano i dati definitivi? Per AMT, oggi, una certezza c'è. I numeri ufficiali mancano all'appello. Le conseguenze, però, sono già sotto gli occhi di tutti i cittadini di Genova.