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Marco Bucci a Genova sottolinea che il 25 aprile è una festa per tutti, pur riconoscendo le diverse interpretazioni. Difende la libertà di espressione, anche quella di dissentire, ma invita al rispetto reciproco.

Bucci: "Bella Ciao" canzone bellissima ma non solo partigiana

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha chiarito la sua posizione riguardo alla canzone «Bella Ciao». Ha affermato di averla cantata in gioventù, poiché veniva insegnata a scuola. Ha sottolineato che la canzone, nata nel 1955, non è originariamente legata ai partigiani. Esistono altre melodie, come «Fischia il vento», che appartengono a quel periodo storico.

Bucci ha definito «Bella Ciao» una «bellissima canzone». Tuttavia, ha notato che nel tempo è stata associata a schieramenti politici specifici. Questo uso, secondo il sindaco, richiede attenzione. Nonostante ciò, ha ribadito che nel giorno della festa della Liberazione, il 25 aprile, è giusto che tutti la cantino.

Ha escluso che la canzone possa essere intrinsecamente divisiva. Ha però riconosciuto che è stata utilizzata da alcuni per veicolare messaggi particolari. Ha ricordato la sua giovinezza, quando a 13-14 anni la cantava a scuola senza distinzioni. La bellezza della melodia era l'unico fattore.

Memoria condivisa: voto donne e Liberazione

Il sindaco ha poi collegato la festa della Liberazione a un altro importante anniversario: il diritto di voto alle donne. Ha espresso piacere per il ricordo di questo evento, pur cadendo ufficialmente il 2 giugno. Ha ritenuto opportuno menzionarlo durante il 25 aprile, festa della Liberazione. Le donne ottennero il diritto di voto il 2 giugno 1946, una conquista fondamentale.

Bucci si è chiesto come sia stato possibile che questo diritto non sia stato riconosciuto prima. Si è detto lieto di aver contribuito a ricordare entrambi gli eventi. Li ha definiti parte integrante della memoria collettiva. Ha concluso affermando che «non c'è futuro senza memorie».

Libertà di fischiare e di parlare: rispetto reciproco

Affrontando il tema dei fischi ricevuti, Marco Bucci ha affermato la sua libertà di parola. Ha riconosciuto anche la libertà altrui di manifestare dissenso, anche con i fischi. Ha però posto un limite chiaro: il rispetto della libertà altrui. La libertà individuale termina dove inizia quella degli altri.

Ha definito poco gradita la situazione quando il dissenso travalica il rispetto. Ha invitato a essere «robusti abbastanza», come ha dimostrato in quella circostanza e nei nove anni precedenti. Ha sottolineato l'importanza di andare avanti. Il messaggio che lui e la sua amministrazione intendono trasmettere è di gran lunga più significativo.

Questi messaggi, secondo Bucci, sono più importanti di chi crede di poter risolvere questioni con semplici fischi. La sua posizione è chiara: libertà di espressione per tutti, ma con la consapevolezza dei propri limiti e del rispetto altrui. La festa della Liberazione, a suo dire, deve essere un momento di unità.

Domande e Risposte

Cosa ha detto Marco Bucci sul 25 aprile?

Marco Bucci ha affermato che il 25 aprile è una festa per tutti. Ha discusso della canzone "Bella Ciao", definendola bellissima ma non esclusiva dei partigiani, e ha sottolineato l'importanza della memoria storica, includendo il diritto di voto alle donne.

Qual è la posizione di Bucci riguardo ai fischi durante le celebrazioni?

Il sindaco di Genova ha dichiarato che la gente è libera di fischiare, ma ha anche ribadito che la libertà finisce dove inizia quella degli altri. Ha invitato al rispetto reciproco, pur affermando la sua determinazione a proseguire nel suo operato.

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