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Una bomba della Seconda Guerra Mondiale è stata rinvenuta sul cassone C32 della nuova diga di Genova. L'ordigno, pesante circa 230 chili, sarebbe arrivato con i sedimenti dragati da Calata Bettolo. Si ipotizza un cedimento del fondale durante i lavori. La bonifica è prevista per i prossimi giorni.

Ipotesi sul ritrovamento della bomba a Genova

Una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale è stata scoperta sul cassone C32. Questo fa parte della nuova diga foranea in costruzione a Genova. L'ordigno è stato trovato il 23 ottobre. Le autorità stanno indagando per capire come sia arrivato lì. Una delle teorie principali riguarda i dragaggi effettuati nel porto. Si pensa che la bomba possa essere stata trascinata dai sedimenti. Questi vengono prelevati dai fondali e utilizzati per riempire i cassoni della diga.

Il ritrovamento ha destato preoccupazione. La bomba verrà fatta brillare nei prossimi giorni. Si attendono le decisioni degli esperti per la bonifica. La sicurezza nell'area è stata rafforzata. I lavori sul cassone interessato sono sospesi.

Dragaggi a Calata Bettolo e la bomba

Gli accertamenti hanno chiarito la possibile origine del materiale. La bomba sarebbe giunta con i sedimenti prelevati durante i dragaggi. Questi lavori si svolgono nel canale di Genova Sampierdarena. L'area interessata è vicino al terminal Bettolo. L'obiettivo dei dragaggi è aumentare la profondità del fondale. Questo permetterà il passaggio di navi con un pescaggio maggiore. Il materiale dragato viene raccolto da una draga. Viene poi stivato e trasportato. Infine, viene usato per completare il riempimento dei cassoni in cemento della nuova diga.

L'ultimo conferimento di materiale nel cassone C32 risale al 29 settembre. La bomba è stata scoperta quasi un mese dopo. Questo lasso di tempo è oggetto di indagine. Le condizioni meteomarine potrebbero aver rallentato le operazioni. Il dilavamento del fango avrebbe gradualmente esposto l'ordigno.

Cedimento del fondale e la bomba nel porto

Prima di iniziare i dragaggi, vengono effettuate verifiche strumentali. Queste servono a individuare eventuali oggetti metallici o residuati bellici. Nell'area interessata, i sonar non avevano segnalato la presenza di ordigni. Il fondale del porto è composto principalmente da fanghiglia. Questo materiale può spostarsi e franare durante le operazioni. Una delle ipotesi investigative suggerisce che la benna della draga possa essere scesa oltre la profondità prevista.

Questo scavo più profondo potrebbe aver causato un cedimento delle pareti laterali. La bomba, sepolta nei sedimenti circostanti, potrebbe essere scivolata nella cavità. Anche le correnti potrebbero aver contribuito a questo spostamento. Quando la draga è tornata a lavorare nello stesso punto, potrebbe aver raccolto l'ordigno insieme al fango. La sua presenza non era stata rilevata nei controlli precedenti.

Questa ipotesi tecnica è ancora da verificare. Non implica necessariamente irregolarità nei lavori. La dinamica esatta del ritrovamento è ancora da chiarire. Gli investigatori stanno raccogliendo dati per ricostruire l'accaduto.

Bonifica dell'ordigno e ripresa dei lavori

L'ordigno, che pesa circa 230 chili, dovrà essere rimosso e neutralizzato. Questo compito spetta agli specialisti. La bonifica è prevista per il 4 o 5 novembre. Le operazioni saranno coordinate dalle autorità competenti. Le modalità e il luogo del brillamento dipenderanno dalle valutazioni tecniche. Anche le condizioni meteomarine giocheranno un ruolo importante. Saranno necessarie specifiche misure di sicurezza. La Capitaneria di porto stabilirà limitazioni alla navigazione nell'area.

Una volta completata la bonifica, i lavori nell'area del cassone interessato potranno riprendere. Il cantiere della diga è un'opera strategica per il porto di Genova. Il ritrovamento di un ordigno bellico è un evento eccezionale. L'ipotesi di un attentato o di un posizionamento volontario è stata esclusa dagli accertamenti. Resta da chiarire la dinamica del ritrovamento durante i dragaggi.

Il precedente del 2015, quando furono ritrovate bombe d'aereo americane nella stessa zona, conferma la possibile presenza di ordigni nei fondali. La situazione richiede massima cautela e precisione nelle operazioni di bonifica.

Domande frequenti sulla bomba nella diga di Genova

Da dove proviene la bomba trovata sul cassone della diga di Genova?

Si ipotizza che la bomba provenga dai sedimenti dragati nel porto di Genova, in particolare nell'area di Calata Bettolo. I dragaggi mirano ad aumentare la profondità del fondale per navi più grandi.

Quando è prevista la bonifica della bomba?

La bonifica dell'ordigno, del peso di circa 230 chili, è prevista per il 4 o 5 novembre. La data esatta e le modalità dipenderanno dalle valutazioni tecniche e dalle condizioni meteomarine.