La Questora di Genova, Silvia Burdese, ha tracciato un bilancio della sua gestione prima del suo trasferimento a Roma. L'enfasi è stata posta sull'integrazione, il dialogo e la prevenzione per garantire la sicurezza dei cittadini.
Bilancio operativo della questura di Genova
Nei primi otto mesi dell'anno in corso, le forze dell'ordine hanno eseguito 800 arresti. Sono state inoltre 5.100 le persone indagate. Si è registrato un incremento dei controlli effettuati sui cittadini. Le misure di prevenzione sono state 800. Sono aumentati gli avvisi orali, con un incremento del 60%. Anche i fogli di via, gli allontanamenti, i Daspo e i Daspo Urbani hanno visto un aumento del 100%.
Questi dati emergono dal resoconto della questora Silvia Burdese. Ha guidato la questura del capoluogo ligure per due anni e mezzo. Ora si trasferirà a Roma, presso la segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza. La dirigente ha definito il bilancio «positivo». Lo ha attribuito al lavoro di squadra. Ha ringraziato la squadra mobile, la Digos e l'Ufficio di gabinetto.
Gestione dell'ordine pubblico e dialogo sociale
La polizia di Genova ha affrontato con successo momenti delicati. Tra questi, le celebrazioni per i 25 anni dai fatti del G8. Anche le recenti visite del Presidente del Consiglio Meloni e del Ministro dell'Interno Piantedosi. Durante queste visite, si sono svolte manifestazioni di lavoratori. Erano presenti i dipendenti di Ericsson e gli ex operai Ilva. Questo successo è stato possibile grazie a un'intensa attività di dialogo. Si è favorito il confronto tra le parti. L'obiettivo era mantenere al centro i temi delle manifestazioni. Si è cercato di evitare che la violenza spostasse l'attenzione dalle questioni fondamentali.
La mediazione delle istituzioni locali è stata cruciale. Ha permesso di affrontare le numerose crisi in corso. Questa azione preventiva ha sempre evitato escalation. La questora ha elogiato gli investigatori della mobile. Hanno svolto un lavoro eccellente nel contrasto alle truffe. La Digos è stata fondamentale per i reati in piazza e per la lotta al terrorismo internazionale. Tuttavia, è necessario prestare attenzione alle fragilità sociali. Quelle legate agli stupefacenti sono sempre più preoccupanti. Richiedono un intervento congiunto tra polizia e istituzioni.
Integrazione e prevenzione del disagio giovanile
Gli incontri con le scuole e gli studenti sono stati un punto fermo. Si osserva una crescente rabbia tra i giovani. È fondamentale agire sulle cause profonde di questo disagio. Bisogna cercare di intervenire precocemente. La rabbia sociale è un segnale da non sottovalutare. La questora ha sottolineato l'importanza di lavorare sull'integrazione degli stranieri. È necessario farli sentire parte integrante della comunità. Un senso di appartenenza favorisce la cura del proprio territorio. La polizia è al fianco di chi promuove attivamente l'integrazione.
La prevenzione del disagio giovanile passa anche attraverso la comprensione delle nuove forme di criminalità. Le truffe online e i reati informatici richiedono nuove strategie. La collaborazione tra diverse forze dell'ordine e agenzie governative è essenziale. La tecnologia offre nuove sfide ma anche nuovi strumenti per garantire la sicurezza. La formazione continua del personale è un pilastro fondamentale. Questo permette di adattarsi rapidamente alle evoluzioni del contesto sociale e criminale.
La presenza capillare sul territorio è un altro elemento chiave. Le pattuglie di prossimità creano un legame di fiducia con i cittadini. Questo facilita la segnalazione di situazioni sospette. La collaborazione con le associazioni di volontariato e i comitati di quartiere rafforza ulteriormente la rete di sicurezza. L'obiettivo è una polizia sempre più vicina alle esigenze della gente. Una polizia che opera non solo in risposta ai reati, ma anche nella prevenzione e nella promozione di una convivenza pacifica.
Il futuro vedrà un impegno costante nel contrasto alla criminalità organizzata. Le indagini mirate e la cooperazione internazionale saranno potenziate. La lotta allo spaccio di droga, soprattutto nelle aree urbane, rimarrà una priorità. L'attenzione sarà rivolta anche alla sicurezza nelle aree periferiche. L'obiettivo è garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalla zona di residenza, si senta protetto. La collaborazione con le altre forze di polizia europee è fondamentale per affrontare sfide transnazionali.