Un avvocato genovese è stato revocato dal ruolo di amministratore di sostegno per gravi inadempienze. L'uomo avrebbe utilizzato l'auto di un assistito, accumulando numerose multe e gestendo in modo scorretto i beni di altre persone fragili.
Avvocato genovese perde incarico di amministratore
Un professionista legale di Genova ha perso il suo incarico di amministratore di sostegno. La decisione è stata presa dal giudice tutelare Pasquale Perfetti. L'avvocato è stato ritenuto non più idoneo a ricoprire tale ruolo.
I fatti contestati riguardano un periodo di circa due anni. In questo lasso di tempo, il legale avrebbe fatto un uso improprio del veicolo di una persona assistita. Questo comportamento ha portato all'emissione di ben 22 multe. Inoltre, sono emerse irregolarità nella gestione dei beni di altre persone non autosufficienti.
Uso improprio dell'auto e multe
La vicenda ha preso avvio a seguito di una segnalazione presentata da uno degli assistiti. La persona, ricoverata dal 2020, ha lamentato di aver ricevuto numerose contravvenzioni tra il 2021 e il 2023. Tutte le multe erano relative all'utilizzo dell'auto a lui intestata.
Il legale si è difeso affermando che l'uso del veicolo era finalizzato alla sua conservazione. L'obiettivo, secondo la sua versione, era evitare danni dovuti al prolungato inutilizzo. Ha anche dichiarato di aver pagato personalmente tutte le multe. Tuttavia, il giudice non ha accolto queste giustificazioni.
Il giudice ha considerato il comportamento una grave negligenza professionale. Ha sottolineato l'improbabilità statistica che ogni volta l'amministratore utilizzasse il mezzo, questo venisse multato. Inoltre, le indagini hanno rivelato che con l'auto dell'assistito sono stati percorsi oltre 46 mila chilometri. Questa distanza è incompatibile con un uso limitato a scopi manutentivi.
Gestione negligente dei beni altrui
Le problematiche non si sono limitate all'uso dell'automobile. Durante gli accertamenti sono emersi altri episodi di negligenza. L'avvocato non si sarebbe adoperato per trovare strutture adeguate per il ricovero e la cura di persone non autosufficienti. In alcuni casi, avrebbe mostrato un atteggiamento ostativo verso proposte terapeutiche.
È emerso anche un episodio in cui il legale avrebbe minacciato un assistito. La minaccia riguardava la sospensione dei fondi se avesse richiesto un cambio dell'amministratore. Un altro assistito ha segnalato di ricevere somme inferiori a quelle indicate sulle ricevute. Ha inoltre lamentato ritardi nei pagamenti di bollette e affitti.
In altre circostanze, sono state presentate relazioni false riguardo a visite periodiche. Gli assistiti sono stati trovati in condizioni precarie e di abbandono. Questi elementi hanno minato la fiducia nel professionista.
Revoca e possibili sviluppi
Il giudice Perfetti ha concluso che le criticità evidenziate minano la fiducia nel professionista. Questo giustifica il giudizio di immeritevolezza a ricoprire il ruolo di amministratore di sostegno. La decisione di revoca è stata confermata. Potrebbe esserci un seguito con una trasmissione degli atti alla procura per ulteriori indagini.
La sospensione dall'incarico rappresenta un duro colpo per la carriera dell'avvocato. Sottolinea l'importanza della trasparenza e della correttezza nella gestione dei beni altrui, specialmente quando si tratta di persone vulnerabili. La giustizia ha agito per tutelare gli interessi degli assistiti.