Un uomo di 78 anni di Genova è accusato di stalking, furto e aggressione contro i vicini. La procura ha richiesto il rinvio a giudizio dopo una serie di dispetti e minacce culminate in violenza fisica.
Anziano accusato di stalking e dispetti condominiali
La procura di Genova ha avviato le procedure per portare a giudizio un uomo di 78 anni. L'anziano, un idraulico in pensione, deve rispondere di accuse gravi. Tra queste figurano stalking, furto e violazione di domicilio. Le vittime sono un vicino di casa e la sua famiglia.
Le tensioni tra l'uomo e la coppia di vicini sono iniziate per questioni legate al garage. In particolare, l'uso di una porzione di esso di proprietà dei coniugi ha scatenato le prime liti. Successivamente, i dissapori si sono estesi ai parcheggi all'interno del condominio.
Il settantottenne avrebbe iniziato a compiere atti di disturbo contro i vicini. Tra questi, il blocco degli accessi comuni con la sua automobile o il suo scooter. Questi comportamenti hanno creato disagio e tensione nell'ambiente condominiale.
Minacce di morte e aggressione fisica
La situazione è poi degenerata con l'escalation delle minacce. L'anziano avrebbe pronunciato frasi intimidatorie, tra cui minacce di morte. Le sue parole erano volte a incutere terrore nei vicini, come riportato nella denuncia.
Le minacce includevano frasi del tipo: «ti faccio finire al San Martino e poi al cimitero». Queste parole hanno chiaramente superato il limite di un semplice litigio condominiale. Hanno evidenziato un'intenzione di arrecare grave danno psicologico e fisico.
La vicenda ha raggiunto il suo culmine con episodi di vera e propria violenza fisica. L'anziano avrebbe colpito il vicino di casa con una testata. In un'altra occasione, avrebbe causato la frattura di un dito a uno dei vicini.
La denuncia e l'udienza preliminare
La coppia di vicini ha raccolto prove dettagliate degli atti subiti. Nella denuncia presentata, sono state allegate fotografie e resoconti precisi dei misfatti. Hanno inoltre fornito i contatti di parenti e amici che hanno assistito ad alcuni degli episodi.
Queste testimonianze e prove documentali hanno rafforzato la posizione della procura. Il pubblico ministero ha quindi richiesto formalmente il rinvio a giudizio dell'uomo. L'obiettivo è quello di sottoporlo a un processo per i reati contestati.
L'udienza preliminare si è svolta davanti al giudice Giorgio Morando. L'appuntamento è stato fissato per questa mattina. Tuttavia, il procedimento è stato aggiornato. La prossima udienza è prevista per la fine di questo mese di maggio. La decisione finale spetterà al giudice.