Il Tribunale del Riesame di Genova ha annullato il sequestro di computer e telefoni a cinque anarchici. L'indagine per terrorismo era partita dopo il furto di uno striscione.
Annullato sequestro dispositivi informatici
Il Tribunale del Riesame di Genova ha stabilito l'annullamento del decreto di sequestro. Questo provvedimento riguardava computer, telefoni e altri supporti digitali. I dispositivi erano stati confiscati lo scorso 9 maggio. I carabinieri avevano eseguito il sequestro in un'abitazione situata nel ponente cittadino.
La decisione del Riesame è motivata dall'assenza di elementi chiari. La Procura di Genova aveva indagato cinque anarchici. L'indagine era partita a seguito del furto di uno striscione. Questo striscione era a favore degli alpini. Gli indagati sono stati poi accusati di terrorismo.
Il decreto di sequestro non specificava gli indizi necessari. Non venivano evidenziati elementi che suggerissero un'organizzazione terroristica. L'articolo 270 bis del codice penale richiede tali prove. La sola preparazione di materiale propagandistico non è sufficiente. Non dimostra finalità eversive, come ipotizzato dal pubblico ministero.
Restituzione dei beni agli indagati
I dispositivi informatici verranno quindi restituiti immediatamente agli indagati. Questi ultimi sono assistiti dall'avvocato Fabio Sommovigo. La sua difesa ha ottenuto un importante risultato. Il Riesame ha accolto le istanze presentate.
Rimangono invece sotto sequestro altri oggetti. Tra questi lo striscione oggetto del furto. Sono stati confiscati anche volantini antimilitaristi. Inoltre, sono stati sequestrati gli indumenti indossati durante l'azione. È importante notare che per il furto non è stata presentata alcuna querela. Questo aspetto potrebbe influire sull'evoluzione del procedimento.
Dettagli sull'indagine e il furto
L'inchiesta era stata avviata dai carabinieri di Sampierdarena. L'indagine era partita per il furto e per alcune scritte offensive. Queste erano state realizzate contro gli alpini. L'episodio era avvenuto nei giorni dell'adunata. Le forze dell'ordine hanno utilizzato le telecamere di sorveglianza. Queste hanno permesso di individuare un'abitazione.
L'abitazione era risultata frequentata da alcuni anarchici. Alcuni di loro provenivano da fuori Genova. I militari hanno quindi effettuato una perquisizione. Durante la perquisizione sono stati trovati diversi materiali. Tra i beni sequestrati e ora restituiti, c'era anche una tanica di benzina. Questa era stata trovata sul balcone di uno degli indagati.
Motivazioni del Tribunale del Riesame
Il Tribunale del Riesame ha ulteriormente specificato le proprie motivazioni. Il pubblico ministero non aveva indicato il contesto. Non era stato definito il limite spaziale e temporale. Non erano state specificate le condotte ipotizzate. Il tribunale ha sottolineato la mancanza di dettagli.
Riguardo all'accusa di associazione a delinquere di stampo terroristico (art. 270 bis c.p.), il Riesame ha evidenziato carenze. Non sono stati rappresentati, nemmeno sommariamente, gli atti di violenza. Non sono stati descritti i propositi di terrorismo. Mancano indicazioni su eventuali piani eversivi. Non sono stati specificati i progetti attribuiti agli indagati.
Domande e Risposte
Cosa è successo a Genova riguardo agli anarchici?
Il Tribunale del Riesame di Genova ha annullato il sequestro di dispositivi informatici (PC, telefoni) a cinque anarchici indagati per terrorismo. L'indagine era partita dopo il furto di uno striscione pro alpini.
Perché è stato annullato il sequestro?
Il Tribunale ha ritenuto che il decreto di sequestro non esplicitasse sufficienti elementi per configurare il reato di associazione terroristica. La sola preparazione di materiale propagandistico non è considerata prova sufficiente di finalità eversive.