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La Faisa Cisal esprime forte preoccupazione per la situazione di Amt a Genova, evidenziando la mancanza di atti ufficiali e il rischio imminente di fallimento. L'azienda di trasporto pubblico affronta scadenze critiche a giugno, mettendo a repentaglio il futuro di 3000 lavoratori.

Crisi Amt, mancano atti ufficiali

La stabilità economica di Amt, l'azienda genovese di trasporto pubblico, è seriamente compromessa. A giugno scadranno le misure protettive a favore dei dipendenti. L'assemblea dei soci, prevista per giovedì 16, dovrebbe approvare il piano di risanamento. Tuttavia, la sua effettiva realizzazione appare sempre più incerta.

Edgardo Fano, segretario generale della Faisa Cisal, ha manifestato la sua inquietudine. Una settimana fa, il sindacato ha inviato una richiesta formale a Regione Liguria, Città Metropolitana e Comune di Genova. Ad oggi, però, non sono giunte risposte concrete.

L'approvazione del bilancio 2024 e del relativo piano di risanamento è in programma per il 16. Circolano voci di un ulteriore slittamento, che comprometterebbe l'intero processo. «Mancano gli atti effettivi», ha dichiarato Fano.

Urgenza di atti concreti per salvare Amt

Dopo le dichiarazioni di intenti da parte degli enti coinvolti, è fondamentale passare alla fase operativa. Fano ha sottolineato la necessità di atti ufficiali che includano la revisione dei contratti di servizio. Sono altresì indispensabili la capitalizzazione della società e le procedure per l'esodo incentivato. Queste ultime alleggerirebbero il peso sul bilancio di Amt.

Il tempo a disposizione si sta esaurendo rapidamente. Entro il 19 giugno scadono le misure di protezione per l'azienda. Senza interventi tempestivi, Amt potrebbe essere soggetta a procedure fallimentari. «Non c'è più tempo», ha avvertito Fano. La mancata adozione degli atti necessari impedirebbe di salvare l'azienda e i suoi circa 3000 lavoratori.

Preoccupazione dei lavoratori e gestione aziendale

La situazione genera profonda preoccupazione tra i dipendenti. Il segretario generale della Faisa Cisal ha precisato che il senso di responsabilità finora dimostrato dal sindacato non va interpretato come debolezza. Si tratta invece di un atto di profonda responsabilità.

Se tale responsabilità non venisse ricambiata dagli altri enti, sarebbe necessario un cambio di strategia. Fano ha evidenziato una gestione aziendale senza precedenti: «Amt non è mai stata nella condizione gestionale in cui è oggi». Dopo 26 anni di servizio, ha constatato una disattenzione inedita verso l'erogazione del servizio.

Miglioramenti parziali e blocco gestionale

Negli ultimi mesi si sono registrati lievi miglioramenti nel servizio, grazie alla rimessa in circolazione di alcuni mezzi fermi. Questo è stato possibile grazie agli interventi sulla manutenzione. Tuttavia, manca una governance efficace.

Il management attuale appare bloccato, incapace di implementare le misure necessarie per garantire i servizi ai cittadini. Alcune di queste misure erano state concordate con l'azienda. Purtroppo, il loro destino è incerto, dato che da oltre due settimane non si sa se l'accordo verrà formalmente sottoscritto.

Domande frequenti

Cosa rischia Amt a Genova se non vengono approvati gli atti ufficiali?

Se non verranno approvati gli atti ufficiali entro le scadenze previste, in particolare entro il 19 giugno con la scadenza delle misure protettive, Amt rischia di essere soggetta a procedure fallimentari, mettendo a repentaglio la sua sopravvivenza e il futuro dei suoi 3000 lavoratori.

Quali sono le richieste specifiche del sindacato Faisa Cisal per salvare Amt?

La Faisa Cisal chiede agli enti coinvolti (Regione Liguria, Città Metropolitana e Comune di Genova) di produrre atti ufficiali che includano la revisione dei contratti di servizio, la capitalizzazione della società e l'attuazione di misure per l'esodo incentivato, al fine di alleggerire il bilancio aziendale e garantire la continuità operativa.