Un nuovo studio evidenzia un preoccupante aumento di microcriminalità giovanile, violenza di genere e aggressioni su minori a Genova. Le autorità lanciano un appello per rafforzare le reti di prevenzione e supporto.
Microcriminalità e violenze in crescita a Genova
La città di Genova affronta una triplice emergenza. La microcriminalità tra i giovani ha raggiunto livelli allarmanti. Parallelamente, si registra un incremento della violenza diretta contro i minori e delle aggressioni di genere. Questi dati emergono dal primo rapporto territoriale dell'Osservatorio nazionale bullismo e disagio giovanile. La presentazione è avvenuta durante la Maratona del rispetto 2026. L'evento è stato organizzato dall'Onbd in collaborazione con la Fondazione Edoardo Garrone. L'obiettivo primario è creare una rete solida. Questa rete deve connettere scuole, istituzioni, famiglie e il mondo dello sport. Il fine è proteggere i giovani.
Analisi dei dati e fenomeni a rischio
I tre fenomeni principali – microcriminalità, violenza sui minori e violenza di genere – costituiscono il 74% dei casi analizzati. Si tratta di 50 casi su un totale di 68. Altri comportamenti a rischio includono incidenti e condotte pericolose, con sette episodi. Sono stati rilevati anche cinque casi di bullismo, cyberbullismo e violenza online. La pedopornografia e lo sfruttamento sessuale online dei minori contano quattro episodi. Tutti questi sono classificati in stato di allerta. Due episodi riguardano l'isolamento sociale. Questi ultimi sono stati valutati a basso rischio. Alcuni conflitti nati sui social network si riversano nella vita reale. Possono sfociare in aggressioni fisiche.
Dipendenze giovanili: un quadro preoccupante
Un capitolo importante del report riguarda le dipendenze. I dati dell'Asl 3 Genovese per il 2025 mostrano 4.662 persone in carico. Tra i giovani fino a 27 anni, 742 hanno problemi con alcol o sostanze. Di questi, 246 hanno meno di 19 anni. Rappresentano il 33% del totale. La fascia d'età più colpita è quella tra i 20 e i 24 anni, con 266 giovani. Le dipendenze tecnologiche riguardano 16 giovani in carico. Questo dato evidenzia la complessità del disagio giovanile.
Appelli alla prevenzione e all'azione
Luca Massaccesi, presidente dell'Onbd, sottolinea l'urgenza di agire prima che l'emergenza esploda. «Non possiamo limitarci a intervenire quando l'emergenza è già esplosa», afferma. «Dobbiamo imparare a riconoscere prima i segnali del disagio e costruire una rete capace di prevenirlo». La sindaca Silvia Salis aggiunge che spesso si parla del futuro dei giovani, ma si trascura il loro presente. «Ci scordiamo spesso di parlare del loro presente, di quali sono i loro disagi e in che modo la società ha l'obbligo di aiutarli», dichiara. La vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, evidenzia l'importanza di investire nella prevenzione. «Regione Liguria ha avviato un lavoro condiviso di co-programmazione con l'obiettivo di valorizzare competenze ed esperienze presenti sui territori», spiega.