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Due fratelli sono stati posti agli arresti domiciliari a Genova per aver partecipato a un'aggressione con bastoni. La vittima sostiene che il movente fosse legato allo spaccio di droga.

Aggressione violenta in strada a Genova

Un grave episodio di violenza si è verificato in via del Lagaccio, a Genova. Un uomo di 27 anni è stato aggredito da un gruppo di quattro individui armati di bastoni. L'attacco è avvenuto in pieno pomeriggio, sotto gli occhi di numerosi passanti. La vittima ha raccontato di essere stata presa di mira perché si era rifiutata di spacciare cocaina per conto degli aggressori.

Secondo la sua testimonianza, la spedizione punitiva sarebbe scaturita proprio da questa richiesta. L'uomo gestisce un negozio di parrucchiere e gli aggressori avrebbero voluto utilizzarlo come copertura per le loro attività illecite. La sua ferma opposizione avrebbe innescato la reazione violenta.

Due fratelli arrestati e posti ai domiciliari

Le indagini dei carabinieri hanno portato all'identificazione e all'arresto di due dei quattro uomini coinvolti nell'aggressione. Si tratta di due fratelli di nazionalità turca, rispettivamente di 43 e 47 anni. La giudice per le indagini preliminari, Maria Antonia Di Lazzaro, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare disponendo per entrambi gli arresti domiciliari.

I due fratelli sono accusati di diversi reati. Tra questi figurano le lesioni aggravate, la violenza privata e la minaccia. L'obiettivo di queste azioni, secondo quanto ricostruito, era costringere la vittima a commettere un reato, ovvero lo spaccio di stupefacenti.

Versioni contrastanti sul movente

Durante l'interrogatorio di garanzia, i due fratelli arrestati hanno ammesso la loro presenza durante l'aggressione. Tuttavia, hanno respinto con forza l'accusa di essere spacciatori e hanno negato che il movente dell'attacco fosse legato alla droga. Hanno fornito una versione alternativa dei fatti.

Secondo la loro ricostruzione, sarebbe stata la vittima ad aggredirli per prima nel loro locale. Hanno dichiarato che il 27enne si trovava in stato di ebbrezza e che loro avrebbero semplicemente cercato di allontanarlo per evitare problemi. Le perquisizioni effettuate non hanno portato al ritrovamento di sostanze stupefacenti.

Precedenti tensioni e indagini in corso

La vicenda sembra avere radici più profonde. La vittima ha riferito che, circa due settimane prima del pestaggio in strada, si era recata con un fratello e un amico nel quartiere di Certosa, presso la kebabberia gestita dai due fratelli arrestati. L'incontro sarebbe avvenuto per rifiutare nuovamente le loro proposte. Da quell'episodio sarebbe scaturita una rissa.

In quella precedente colluttazione, uno dei due fratelli arrestati era rimasto ferito e aveva avuto bisogno di cure ospedaliere. A seguito di quell'episodio, il parrucchiere, suo fratello e un amico erano stati denunciati a piede libero dai carabinieri per l'aggressione. Le indagini della squadra mobile proseguono per chiarire definitivamente il movente della faida e per identificare gli altri due complici della spedizione punitiva al Lagaccio.