Condividi
AD: article-top (horizontal)

A Genova, 803 persone vivono senza fissa dimora. Il Comune ha attivato il servizio "Caldo Riparo" per offrire un rifugio e assistenza.

Persone senza dimora a Genova: i numeri

L'ultima indagine Istat rivela una realtà complessa. A Genova, sono state censite 803 persone senza fissa dimora. Di queste, 274 trovano ospitalità nelle strutture dedicate. Purtroppo, ben 529 vivono ancora all'addiaccio.

La situazione richiede interventi urgenti e mirati. Il Comune di Genova sta cercando di rispondere a questa emergenza sociale. Sono stati fatti sforzi significativi per aumentare i posti letto disponibili.

Nell'ultimo anno, l'offerta di accoglienza è cresciuta di 120 posti. Questi nuovi posti non saranno temporanei. Non verranno chiusi al termine dell'inverno. Si aggiungeranno ai 200 già operativi.

L'assessora al Welfare, Cristina Lodi, ha sottolineato l'importanza dei dati. «Sosteniamo con forza questa rilevazione», ha dichiarato. «Solo partendo da dati oggettivi si possono costruire politiche innovative».

«Dopo anni di disinvestimento, stiamo finalmente invertendo la rotta», ha aggiunto l'assessora Lodi. «Abbiamo aumentato i posti letto e, soprattutto, diversificato l'offerta».

La strategia sembra dare i suoi frutti. «Il fatto che oggi non ci siano liste d'attesa dimostra che il sistema regge», ha spiegato Lodi. «Ma la vera sfida è l'aggancio di chi resta in strada».

Analisi dei dati Istat sulle persone senza dimora

I dati Istat forniscono un quadro dettagliato della popolazione senzatetto a Genova. Emergono criticità specifiche che richiedono risposte differenziate.

Quasi il 30% degli ospiti delle strutture ha superato i 60 anni. Questo dato evidenzia una cronicità della condizione di povertà. Molti anziani si trovano in situazioni di fragilità prolungata.

La presenza femminile è significativa. Le donne rappresentano oltre il 20% del totale. Questa percentuale è notevolmente superiore alla media nazionale. Indica una vulnerabilità specifica del genere.

La componente straniera è consistente. Il 48,2% del totale è composto da cittadini stranieri. Questo dato sottolinea la necessità di percorsi di autonomia più efficaci. Sono necessari aiuti per l'inserimento lavorativo e abitativo.

Le problematiche sanitarie sono diffuse. Si riscontrano forti difficoltà legate alla salute mentale. Anche le dipendenze rappresentano un ostacolo importante.

Queste condizioni richiedono un intervento integrato. È fondamentale un approccio che combini supporto sociale e cure mediche. La collaborazione tra diversi enti è essenziale.

Cos'è il "Caldo Riparo" e come funziona

Per affrontare queste criticità, l'amministrazione comunale ha lanciato il "Caldo Riparo". Questo servizio opera con una soglia di accesso molto bassa. L'obiettivo è raggiungere chiunque necessiti di un riparo immediato.

Il "Caldo Riparo" ha già accolto circa 15 persone per notte. L'accesso è stato facilitato, senza rigidi protocolli. Questo approccio mira a non creare barriere all'ingresso.

È stata avviata una collaborazione strategica con ATS Liguria. Questa partnership è fondamentale per garantire un'assistenza completa.

Verrà impiegata un'equipe sanitaria specializzata. Questa squadra includerà un geriatra. Inizieranno a visitare le persone nelle strutture.

L'obiettivo è accompagnare gli ospiti verso una presa in carico sociosanitaria mirata. Si punta a offrire un percorso personalizzato per ogni individuo.

L'assessora Lodi ha commentato il nuovo servizio. «Con il “Caldo Riparo” abbiamo recuperato un'esperienza di accoglienza umana e immediata», ha affermato. «L'Amministrazione precedente l'aveva abbandonata».

«Abbiamo ottenuto ottimi risultati andando a intercettare le persone», ha continuato Lodi. «E accompagnandole direttamente alla struttura».

Il dato sull'alta percentuale di stranieri conferma alcune problematiche. «Il sistema attuale di accoglienza governativo non permette a chi decide di rimanere in Italia di costruire sempre la propria autonomia», ha spiegato l'assessora.

«Questo fenomeno richiede una rilevazione specifica», ha aggiunto. «Mentre la forte presenza di over 60 ci ha spinto ad attivare, proprio in questi giorni, un'equipe geriatrica dedicata».

Le segnalazioni ad ATS Liguria hanno portato a questa decisione. «Non vogliamo solo dare un letto», ha ribadito Lodi. «Ma dare una risposta dignitosa e specifica a ogni fragilità».

La collaborazione con il terzo settore è cruciale. «Collaboriamo strettamente con la preziosa rete degli Enti del Terzo Settore genovese e non e del volontariato», ha concluso l'assessora. «Che in questi anni ha sempre messo a disposizione alti livelli professionalizzanti».

AD: article-bottom (horizontal)