Genova: 31 intossicati da monossido al San Martino da inizio anno
Dall'inizio del 2026, l'ospedale San Martino di Genova ha assistito 31 pazienti per intossicazione da monossido di carbonio. Il dato emerge da un bilancio del centro di ossigenoterapia iperbarica, che registra anche un calo dei casi legati ad incidenti subacquei.
Allarme Monossido: 31 Casi Trattati al San Martino
Il nosocomio genovese del San Martino ha registrato un numero significativo di pazienti affetti da intossicazione da monossido di carbonio. Solamente nei primi mesi del 2026, ben 31 persone hanno necessitato di cure presso il centro di ossigenoterapia iperbarica. Questo dato emerge dal bilancio annuale del Policlinico, che monitora l'andamento delle attività del centro iperbarico.
Il numero di trattamenti per intossicazione da monossido di carbonio mostra una tendenza altalenante negli anni recenti. Nel 2025, i pazienti trattati erano stati 35. L'anno precedente, il 2024, aveva visto un numero inferiore, pari a 18 casi. Nel 2023, invece, si erano registrati 37 pazienti.
Questi dati evidenziano la persistente pericolosità del monossido di carbonio, un gas inodore e incolore. Le fonti di intossicazione possono essere molteplici, spesso legate a malfunzionamenti di apparecchiature domestiche come caldaie, scaldabagni o stufe. Anche l'uso improprio di bracieri o generatori in ambienti chiusi può rappresentare un grave rischio.
Il monossido di carbonio, una volta inalato, si lega all'emoglobina nel sangue con un'affinità molto maggiore rispetto all'ossigeno. Questo riduce drasticamente la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti e agli organi vitali, portando a sintomi che possono variare da mal di testa e vertigini fino a perdita di coscienza e, nei casi più gravi, al decesso.
Incidenti Subacquei in Calo: Cresce la Sicurezza nel Diving
Parallelamente all'aumento dei casi di intossicazione da monossido, il centro iperbarico del San Martino ha registrato una diminuzione dei pazienti trattati per incidenti legati alle immersioni subacquee. Questo trend positivo viene attribuito a una maggiore consapevolezza e a una più stringente adozione delle norme di sicurezza nel mondo del diving.
Si è passati dai 18 casi di incidenti subacquei registrati tre anni fa, nel 2023, ai 24 casi del 2024. Fortunatamente, nel 2025, il numero è sceso drasticamente a soli 9 pazienti. Questo calo rappresenta un successo significativo per le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza subacquea promosse da enti e associazioni del settore.
La pratica del diving, sebbene affascinante, comporta rischi intrinseci legati alle variazioni di pressione e alla gestione dell'attrezzatura. Incidenti come la malattia da decompressione, le embolie gassose o le intossicazioni da anidride carbonica possono verificarsi in assenza di adeguata preparazione, attrezzatura e rispetto delle procedure di sicurezza.
La maggiore attenzione alla formazione dei subacquei, alla manutenzione delle attrezzature e alla pianificazione delle immersioni ha contribuito a ridurre la frequenza di questi eventi avversi. La collaborazione tra centri medici specializzati e la comunità subacquea si dimostra fondamentale per garantire la sicurezza degli appassionati.
Tecnologia Avanzata e Team Specializzato per la Terapia Iperbarica
Il centro di ossigenoterapia iperbarica dell'ospedale San Martino di Genova dispone di tecnologie all'avanguardia per garantire trattamenti efficaci e sicuri. La struttura è dotata di due camere iperbariche, ciascuna con una capacità di 10 posti. Queste camere sono situate in un'apposita sala dedicata, permettendo una gestione ottimale dei pazienti.
Gli operatori tecnici iperbarici supervisionano le sedute terapeutiche tramite consolle di comando esterne. Mantenendo un collegamento costante con il personale sanitario presente all'interno delle camere, viene assicurato un monitoraggio continuo. Un sistema avanzato di monitoraggio audio-video consente di osservare e ascoltare in tempo reale ogni attività all'interno delle camere.
Questo garantisce elevati standard di sicurezza e controllo durante ogni singola seduta terapeutica. La sicurezza dei pazienti è la priorità assoluta per l'equipe medica e tecnica del centro.
L'equipe multidisciplinare è composta da figure professionali altamente qualificate. Vi è un medico referente, la dottoressa Paola Salvetti, una coordinatrice infermieristica, cinque infermieri e tre tecnici specializzati in camere iperbariche. A questi si aggiungono i medici del pronto soccorso, pronti a intervenire per la gestione di eventuali urgenze.
Attenzione Speciale ai Pazienti Pediatrici e Collaborazione con il Gaslini
Una particolare attenzione è dedicata ai pazienti pediatrici che necessitano di terapia iperbarica. È stato sviluppato un protocollo condiviso con l'Istituto Pediatrico Gaslini, un punto di riferimento a livello nazionale per la salute dei bambini.
Per i minori di 14 anni, è previsto il ricovero presso l'istituto pediatrico. Questo avviene insieme a un accompagnatore, garantendo supporto e serenità al piccolo paziente prima del trasferimento per il trattamento iperbarico. La presenza di un familiare è fondamentale per il benessere psicofisico dei bambini.
I bambini di età inferiore ai 3 anni ricevono assistenza continua da un anestesista rianimatore del Gaslini per tutta la durata del trattamento. Per i piccoli pazienti di età superiore ai 3 anni, l'assistenza è invece garantita da un pediatra o da un medico del pronto soccorso. Questo assicura una copertura medica adeguata a ogni fascia d'età.
La paziente più giovane ad essere stata trattata presso il centro iperbarico del San Martino aveva solamente 40 giorni di vita. Questo dato sottolinea la capacità del centro di gestire casi estremamente delicati e di offrire cure specialistiche anche ai neonati, in stretta collaborazione con il Gaslini.