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La Capitaneria di Porto di Genova ha effettuato 228 ispezioni su navi nel 2025, riscontrando 31 deficienze e fermando 8 imbarcazioni per tutelare la qualità dell'aria urbana.

Controlli emissioni navi nel porto di Genova

Nel corso del 2025, la Capitaneria di Porto di Genova ha intensificato i controlli sulle navi. L'obiettivo è stato garantire il rispetto delle normative internazionali sulle emissioni inquinanti. Sono state condotte 228 ispezioni su imbarcazioni battenti bandiera italiana e straniera. Queste verifiche hanno portato a oltre 2.600 controlli individuali. Otto navi sono state fermate a causa di irregolarità riscontrate.

L'attività si è concentrata sulla tutela della qualità dell'aria. La vicinanza tra il porto e il tessuto urbano di Genova rende questi controlli particolarmente cruciali. La Capitaneria ha cercato di bilanciare le esigenze operative dello scalo marittimo con il diritto alla salute dei cittadini.

Nuova normativa zolfo e controlli Capitaneria

L'anno 2025 ha visto l'introduzione di una nuova normativa importante. Dal 1° maggio, il Mediterraneo è diventato ufficialmente un'area SECA (Sulphur Emission Control Area). Questo impone l'uso di combustibili con un tenore di zolfo non superiore allo 0,10%. Genova aveva già anticipato questa misura con il Genoa Blue Agreement.

Il TAR Liguria ha confermato la correttezza dell'operato della Capitaneria. Ha respinto un ricorso presentato da un armatore contro il fermo di una nave avvenuto nel 2024. Questo riconoscimento rafforza la solidità delle procedure ispettive adottate.

La Capitaneria di Porto ha mantenuto un dialogo costante con le istituzioni locali. Ha partecipato attivamente all'Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova. Questo confronto aperto ha coinvolto comitati, associazioni di cittadini e commissioni consiliari.

Inquinamento marittimo: una sfida per le città portuali

L'inquinamento generato dal traffico marittimo rappresenta una sfida concreta per le città con porti attivi. Genova, con il suo porto a ridosso del centro abitato, vive questa problematica con particolare intensità. La Capitaneria di Porto esercita con rigore le proprie funzioni di controllo.

Queste azioni si attuano in un quadro normativo internazionale ed europeo in continua evoluzione. L'impegno è volto a mitigare l'impatto ambientale delle attività marittime. La collaborazione tra autorità portuali e cittadini è fondamentale.

Il porto integrato nel tessuto urbano

La Capitaneria di Porto di Genova sottolinea l'integrazione tra porto e città. «Il porto di Genova è parte della città, non un'entità separata da essa», affermano le autorità. Il controllo delle emissioni non è visto come un mero adempimento burocratico.

È considerato un impegno concreto verso chi vive e lavora a Genova. I risultati del rapporto annuale testimoniano un lavoro serio e rigoroso. L'obiettivo è migliorare la qualità dell'aria che tutti respirano.

Modalità delle ispezioni ambientali navali

Le ispezioni ambientali sulle navi vanno oltre la semplice verifica documentale. Si tratta di controlli tecnici approfonditi che richiedono competenze specialistiche. Vengono esaminati diversi aspetti, dalla documentazione di bordo all'analisi fisica dei componenti dei motori.

La prevenzione rimane l'obiettivo primario di queste attività. Le ispezioni mirano a identificare e correggere potenziali fonti di inquinamento prima che causino danni significativi.

Navi soggette ai controlli

Tutte le navi commerciali, sia da carico che passeggeri, battenti bandiera italiana o straniera, che attraccano nel porto di Genova sono soggette a ispezione. Per le navi straniere, la selezione avviene secondo i criteri del Port State Control (PSC). Questi criteri sono stabiliti dalla direttiva europea 2009/16/CE e gestiti tramite il sistema informatico europeo THETIS.

Le navi italiane vengono ispezionate durante le visite periodiche per il rinnovo delle certificazioni. Sono sottoposte a controllo anche le unità che hanno registrato emissioni anomale. Queste segnalazioni possono provenire dai cittadini o dai sistemi di monitoraggio della Capitaneria. Vengono considerati parametri come l'anno di costruzione, il tonnellaggio e la potenza installata.

Verifiche effettuate durante le ispezioni

Ogni ispezione ambientale prevede un numero variabile di controlli, da un minimo di 10-15 a un massimo di 30-40 verifiche distinte. Le aree di controllo principali includono la documentazione, i componenti tecnici e i sistemi EGCS (scrubber). Vengono esaminati certificati come l'IAPP (Certificato Internazionale per la Prevenzione dell'Inquinamento Atmosferico) e l'EIAPP (Certificato Europeo per la Prevenzione dell'Inquinamento Atmosferico).

Si controllano anche i fascicoli tecnici, i registri di utilizzo e le ricevute di consegna del combustibile. Vengono verificate le procedure di cambio combustibile e la marcatura IMO dei componenti. L'analisi dei parametri di funzionamento e la presenza di pezzi di ricambio a bordo sono anch'esse parte integrante delle verifiche.

Misure in caso di non conformità

In presenza di deficienze o dubbi sulla conformità, l'ispezione diventa più dettagliata. Le verifiche tecniche possono includere lo smontaggio di pompe e iniettori. Si può arrivare all'apertura dei carter dei motori per controllare la marcatura di bielle, pistoni e alberi a camme. Anche i settaggi di funzionamento vengono attentamente valutati.

In caso di esito negativo, le misure adottate variano. Possono includere prescrizioni scritte, sanzioni amministrative, o il fermo di specifici motori o impianti. Nei casi più gravi, si può arrivare al fermo della nave fino alla risoluzione delle criticità. Nei casi più gravi, si procede con la comunicazione all'Autorità giudiziaria.

Il Genoa Blue Agreement

Il Genoa Blue Agreement è un accordo volontario sottoscritto dal cluster marittimo genovese. Rinnovato per la terza volta nel 2023, coinvolge compagnie di navigazione, armatori e operatori portuali. L'obiettivo era rendere l'area entro le 3 miglia nautiche dal porto di Genova simile a una zona SECA, con combustibili a basso tenore di zolfo.

Le navi aderenti si impegnano a utilizzare combustibili con un massimo dello 0,10% di zolfo. Questo impegno inizia già all'ingresso nello schema di separazione del traffico (VTS). L'accordo include anche navi con scrubber, alimentate a GNL o con combustibili alternativi. Con l'entrata in vigore della SECA Mediterraneo nel maggio 2025, l'obbligo normativo si allinea ai livelli previsti dall'accordo.