Confindustria Genova propone una gara divisa per lotti per l'ex Ilva, sostenendo che un bando unico non ha funzionato. L'obiettivo è salvare gli stabilimenti di Genova e Novi dalla chiusura.
Proposta di gara per blocchi separati
La chiusura dei forni a caldo comporterebbe la fine della lavorazione dei coils.
Questo significa la chiusura effettiva degli stabilimenti di Genova e Novi.
Serve quindi una soluzione alternativa per evitare la desertificazione industriale.
Interesse di privati italiani non accolto
Ci sono stati contatti con privati italiani interessati agli stabilimenti.
Questi privati avevano manifestato interesse per le sedi di Genova e Novi.
Tuttavia, la risposta non è stata di apertura, secondo quanto dichiarato dal presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari.
Ferrari ha spiegato che ci sono stati imprenditori che stavano valutando gli asset.
Nonostante questo interesse, non si è concretizzato un passo avanti.
Necessità di una soluzione per gli stabilimenti
La chiusura dei forni a caldo è un segnale preoccupante.
Senza forni, non ci sarebbero più coils da lavorare a Genova e Novi.
Di fatto, questo comporterebbe la cessazione delle attività produttive.
È fondamentale trovare una soluzione che eviti questo scenario.
Revisione della gara per l'ex Ilva
Ferrari sollecita una revisione della gara d'appalto per l'ex Ilva.
La proposta è di gestire i singoli stabilimenti in modo separato.
Bisogna considerare la possibilità di gare per blocchi distinti, anziché un unico lotto.
Il presidente degli industriali genovesi ha sottolineato questo punto.
Il bando unico attuale non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.
È evidente che rimanere legati a un unico impianto porta alla desertificazione dell'area.
Questo sarebbe un grave errore strategico.
Decisioni governative per il futuro
Sono necessarie decisioni importanti a livello governativo.
Occorre valutare se esistono soggetti interessati e capaci di acquisire Genova e Novi.
L'obiettivo è mantenere e sviluppare le attività produttive in queste sedi.
La fonte di queste dichiarazioni è Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, come riportato dall'agenzia ANSA.