La Faisa Cisal solleva dubbi sulla gestione della crisi Amt a Genova, criticando la mancanza di una guida operativa efficace sotto la presidenza di Berruti. Si attendono decisioni cruciali per il futuro dell'azienda.
Incontro sindacati e Regione Liguria
Un confronto decisivo è in programma tra i sindacati e la Regione Liguria. L'incontro è fissato per il 4 maggio. L'obiettivo è trovare soluzioni per la crisi di Amt. La situazione richiede interventi urgenti.
Successivamente, il 14 maggio, si terrà l'assemblea dei soci. Questa riunione è fondamentale per approvare il piano di risanamento. Verrà discusso anche il bilancio del 2024. Si prevede un aumento delle risorse destinate ad Amt. Saranno definiti gli adeguamenti dei contratti di servizio.
Le misure di protezione per i lavoratori scadono il 19 giugno. Queste sono state introdotte con l'avvio della crisi. Il negoziato per la risoluzione della crisi sarà rinnovato. La situazione di Amt è al centro dell'attenzione. Primocanale dedica un approfondimento.
Critiche alla gestione operativa di Amt
Edgardo Fano, segretario generale di Faisa Cisal, ha chiarito la posizione del sindacato. «Non abbiamo mai cercato uno scontro con la Regione, il Comune o la Città Metropolitana», ha dichiarato. La soluzione della crisi dipende dalla collaborazione di tutti gli enti. Se un ente non rispetta gli impegni presi, la partita non si chiude. Il sindacato punta alla collaborazione, non alla contrapposizione. Chi cerca lo scontro, rischia di far fallire l'azienda.
Il piano di risanamento aziendale prevede alcune novità. Tra queste, un aumento del costo del biglietto a partire dal 2027. Ci saranno aumenti per gli abbonamenti degli over 70 con ISEE sotto i 12.000 euro. Anche gli studenti universitari subiranno aumenti. È previsto anche un taglio del servizio. I sindacati si sono opposti a quest'ultima misura. Stanno lavorando per modificare il piano.
Proposte di risanamento e tagli al servizio
Il piano di risanamento di Amt presenta scenari preoccupanti. Si parla di biglietti più cari e una riduzione dei servizi offerti. Queste proposte hanno suscitato forti reazioni. I sindacati chiedono una revisione del piano.
Fano ha spesso criticato l'azienda durante la crisi. Il problema principale riguarda la riorganizzazione del servizio. «Amt ha sempre avuto una forte cultura del trasporto pubblico locale», ha spiegato Fano. In passato, la mancanza di una corsa mattutina causava gravi problemi. Le partenze per scuole e lavoratori erano sacre. Oggi, una corsa saltata alle 5 del mattino è inaccettabile.
«Ci ha infastidito che in questi mesi non siano stati fatti interventi sul servizio», ha aggiunto Fano. La rimodulazione del servizio avrebbe migliorato l'esperienza dei cittadini. Avrebbe permesso ai lavoratori di operare meglio. «Sono nove mesi che la chiediamo», ha sottolineato. Il vice sindaco è a conoscenza della situazione. La mancata rimodulazione ha causato danni alla qualità del servizio. Ha anche comportato perdite economiche, poiché la rimodulazione riduce i costi.
Crisi nazionale del trasporto pubblico
La crisi di Amt Genova riflette un problema più ampio. Molte aziende di trasporto pubblico in Italia affrontano difficoltà simili. A livello nazionale, sono stati tagliati 850 milioni di euro destinati al settore. «Il problema economico non è tipicamente genovese», ha precisato Fano. La crisi è esplosa in diverse città italiane.
«Nella finanziaria del 2026 non sono stati rinnovati i 120 milioni per il trasporto pubblico», ha ricordato Fano. Questo ha portato a una contrazione delle risorse governative. Gli enti si trovano in difficoltà nell'erogazione dei servizi. Il sindacato critica la mancanza di azioni operative immediate. Queste azioni potrebbero migliorare la qualità del servizio. Migliorerebbero anche le condizioni di lavoro dei dipendenti. «Più c'è qualità nel servizio erogato, più i lavoratori lavorano bene», ha concluso Fano.
Critiche alla governance operativa
I sindacati hanno puntato il dito contro una parte dell'azienda. «Con il presidente Berruti ho avuto anche degli scontri pubblici», ha affermato Fano. L'attacco del sindacato è rivolto alla governance operativa. Questa, secondo Faisa Cisal, attualmente manca. È stato indetto un bando per la nomina di un nuovo direttore generale. Fano ipotizza che il presidente Berruti si concentri maggiormente sulla parte finanziaria. La parte operativa aziendale sembra essere assente. Il confronto con l'esperto del Tribunale è gestito principalmente dal Presidente.