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L'escalation dei conflitti internazionali sta provocando un'impennata dei costi energetici, con pesanti ripercussioni sull'autotrasporto in Liguria. La CNA stima aumenti fino a 10mila euro per singolo mezzo, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese.

Aumento costi energetici colpisce la Liguria

La chiusura delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz e l'intensificarsi del conflitto in Iran stanno generando un effetto a catena sull'economia ligure. L'improvviso rincaro dei costi dell'energia rischia di provocare uno «shock termico» per imprese e famiglie. Lo afferma Gianluca Gattini, presidente regionale della CNA Liguria.

«Questo evento si innesta in un periodo già economicamente fragile», ha dichiarato Gattini. Ha definito la situazione una «tempesta perfetta» per il settore produttivo e per i cittadini. La sua analisi è stata condivisa durante la trasmissione 'Al centro'.

Imprese e famiglie sotto pressione

Le stime della CNA indicano un aumento dei prezzi di gasolio, benzina, gas ed elettricità. Si parla di circa 7 miliardi di euro in più nel trimestre. Questo si traduce in un costo giornaliero aggiuntivo di circa 100 milioni di euro. Un impatto giudicato insostenibile per l'intero sistema economico.

Gattini ha sottolineato come questa dinamica colpisca indistintamente sia le attività commerciali sia i nuclei familiari. L'associazione parla di un vero e proprio «shock termico» per tutti.

Autotrasporto ligure: costi insostenibili

Il settore dell'autotrasporto è tra i più colpiti dall'aumento dei carburanti. Secondo Gattini, i costi aggiuntivi per ogni singolo mezzo variano tra i 9mila e i 10mila euro annui. Questa cifra rende difficile la sostenibilità economica anche per le aziende più strutturate.

Il rischio concreto è la tenuta dell'intero comparto. Le imprese si trovano a operare in perdita, con un aumento dei costi complessivi stimato almeno al 30%. Il futuro appare estremamente incerto per molti operatori del settore.

Richieste al Governo: accise e crediti d'imposta

La principale richiesta della CNA al Governo riguarda un meccanismo di compensazione. Si auspica un ritorno delle accise sui carburanti o l'introduzione di crediti d'imposta. L'obiettivo è alleggerire il peso economico sulle imprese.

Un'altra criticità evidenziata riguarda la fiscalità. Con l'aumento dei prezzi energetici, crescono automaticamente anche le accise e l'IVA. Lo Stato incassa di più in questa fase di volatilità dei prezzi. Per questo si chiede una restituzione parziale di questi maggiori introiti fiscali.

Oltre l'energia: ricambio generazionale e credito

Le problematiche delle imprese liguri non si limitano ai costi energetici. Si segnala anche una stretta sul credito, definita «pressante e micidiale» per le piccole realtà. A questo si aggiunge un problema strutturale: l'invecchiamento del tessuto produttivo.

La difficoltà nel passaggio generazionale è un altro nodo cruciale. «Non si trovano acquirenti per le aziende», ha spiegato Gattini. Molti imprenditori faticano a cedere la propria attività, anche se non si tratta di un guadagno ma di trasferire competenze.

Interventi urgenti, non riforme a lungo termine

La posizione della CNA Liguria è netta: servono interventi immediati. Le soluzioni strutturali di lungo periodo arriverebbero troppo tardi. Tra le proposte concrete figurano il ristoro parziale dell'IVA e crediti d'imposta sulle accise.

Si chiede inoltre una revisione del sistema di calcolo dei costi dell'energia. L'appello finale sottolinea la preoccupazione per la tenuta sociale. La crisi delle imprese rischia infatti di avere gravi ripercussioni sui lavoratori.

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