Condividi

Un agente di polizia di Genova rischia una condanna per aver simulato la presenza al lavoro. L'accusa sostiene che abbia saltato 70 turni, percependo regolarmente lo stipendio.

Agente accusato di falsità e truffa ai danni dello Stato

Un assistente capo della polizia scientifica di Genova, un uomo di 54 anni identificato come M.D., si trova al centro di un procedimento giudiziario. La pubblica accusa, guidata dal sostituto procuratore Eugenia Menichetti, gli contesta i reati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e truffa ai danni dello Stato. La richiesta di condanna avanzata è di tre anni di reclusione.

Le indagini hanno portato alla luce una presunta assenza ingiustificata di 70 turni di servizio. A questi si aggiungono 135 ore di ritardi o uscite anticipate. L'agente avrebbe omesso di registrare queste assenze. Nonostante ciò, avrebbe continuato a ricevere regolarmente la sua retribuzione.

Le ricostruzioni degli spostamenti si basano sui tabulati delle celle telefoniche. Questi dati suggeriscono che M.D. non si trovasse in servizio. Pare invece che frequentasse uno stabilimento balneare nella zona di ponente. Questo luogo, dotato di campi sportivi, sarebbe stato da lui gestito durante il periodo in questione.

Certificato medico per infortunio alla caviglia

Un secondo capo d'imputazione riguarda un periodo di aspettativa per malattia. Questo si estende per un anno e due mesi, dal settembre 2021 al novembre 2022. L'agente avrebbe presentato un certificato medico. In esso dichiarava di essersi infortunato a una caviglia durante l'espletamento delle sue funzioni. Tale documentazione gli avrebbe permesso di incassare circa 2.749,65 euro dall'amministrazione. La Procura ritiene questi fondi percepiti indebitamente.

Il sostituto procuratore Menichetti ha formalizzato la richiesta di condanna a tre anni. La decisione finale è attesa per l'11 giugno. L'imputato, difeso dall'avvocato Riccardo Passeggi, respinge fermamente tutte le accuse. La sua difesa ha richiesto l'assoluzione completa da entrambi i capi d'imputazione.

La difesa contesta le prove

L'avvocato Passeggi ha dichiarato che l'infortunio alla caviglia è autentico. Ha specificato che il suo assistito si è fatto male mentre si recava al lavoro. Inoltre, la difesa solleva dubbi sulla validità dei dati di geolocalizzazione. Viene evidenziato che il telefono analizzato non era l'unico in possesso dell'agente. Queste argomentazioni mirano a minare le prove presentate dall'accusa.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle presenze e sulla verifica dei certificati medici. La sentenza dell'11 giugno chiarirà la posizione dell'agente M.D.. La sua carriera e la sua reputazione sono ora appese a un filo. La comunità di Genova attende gli sviluppi di questo caso.

Domande frequenti

Per quali reati è accusato l'agente di polizia di Genova?

L'agente è accusato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e di truffa ai danni dello Stato. La pubblica accusa sostiene che abbia simulato la presenza al lavoro, saltando numerosi turni e percependo indebitamente lo stipendio.

Cosa dice la difesa riguardo alle accuse?

La difesa respinge integralmente le accuse, chiedendo l'assoluzione. L'avvocato dell'agente ha affermato che l'infortunio alla caviglia è reale e avvenuto mentre si recava al lavoro. Inoltre, contesta la validità delle prove di geolocalizzazione, sostenendo che il telefono utilizzato per l'analisi non fosse l'unico in possesso dell'assistito.