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Una mostra a Gemona commemora il cinquantenario del terremoto del 1976, narrando la complessa ricostruzione del Duomo. L'esposizione evidenzia il ruolo di tecnici, maestranze e il contributo inedito di Guido Brollo.

La rinascita del Duomo di Gemona in mostra

Il Duomo di Santa Maria Assunta a Gemona è al centro di una nuova esposizione. L'evento celebra il cinquantenario del devastante terremoto che colpì il Friuli nel 1976. La mostra documenta l'impegnativo percorso di restauro. Questo edificio è simbolo della resilienza friulana. La sua ricostruzione ha richiesto anni di lavoro.

L'allestimento si tiene all'interno dello stesso Duomo. È curato da Augusto Messetti, Mauro Pascoli e Mauro Vale. L'iniziativa è promossa dalla famiglia Brollo-Messetti. Collaborano anche la Parrocchia e l'associazione Pense e Maravee. Il Comune di Gemona ha concesso il suo patrocinio.

Documenti e disegni raccontano la ricostruzione

L'esposizione presenta fotografie, disegni e documenti storici. Questi materiali illustrano le diverse fasi del recupero. I curatori hanno voluto ricostruire la complessità dell'impresa. Hanno coinvolto tecnici, progettisti e maestranze locali. Un aspetto inedito riguarda il contributo del geometra e artista Guido Brollo. La sua opera era finora poco conosciuta.

Il percorso espositivo ripercorre ogni passaggio. Si parte dalla valutazione dei danni subiti. Si passa al consolidamento delle strutture ancora in piedi. Viene sottolineata la messa in sicurezza dell'edificio. Infine, si illustra la progettazione e la realizzazione della ricostruzione.

Il contributo di Guido Brollo e la memoria

Una sezione specifica è dedicata a Guido Brollo. Questo geometra e artista di Gemona ha svolto un ruolo cruciale. Realizzò rilievi molto accurati del Duomo danneggiato. Documentò a mano e in scala ogni dettaglio del monumento. Questa preziosa documentazione fu fondamentale. Servì per il complesso processo di ricostruzione.

A ricordare Guido Brollo è sua nipote, la sinologa Giada Messetti. Autrice del libro «Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto», vincitrice del Premio Hemingway 2026. Lei sottolinea l'importanza della memoria. «Ricostruire non significa soltanto rialzare muri», afferma. «Ma anche restituire memoria, identità e speranza a una comunità».

Tracce del sisma e speranza per il futuro

La mostra evidenzia anche una scelta progettuale particolare. Alcune strutture danneggiate dal sisma sono state lasciate visibili. Conservano la posizione assunta dopo le scosse. Questo testimonia la violenza dell'evento. Ma anche la volontà di non dimenticare. La ricostruzione ha permesso di restituire alla comunità un luogo di culto. Un simbolo di speranza e continuità.

L'esposizione si trova nella Cappella feriale del Duomo. Rimarrà aperta al pubblico fino al 31 dicembre. L'evento rappresenta un momento di riflessione. Commemora un evento tragico. Celebra la capacità di rinascita di un territorio. E onora il lavoro di chi ha contribuito al recupero.

Domande frequenti

Cosa commemora la mostra a Gemona?
La mostra commemora il cinquantenario del terremoto del 1976 in Friuli. Racconta la complessa ricostruzione del Duomo di Santa Maria Assunta a Gemona.

Chi ha contribuito alla ricostruzione del Duomo di Gemona?
Alla ricostruzione hanno contribuito tecnici, progettisti, maestranze locali e la famiglia Brollo-Messetti. Un contributo inedito è quello del geometra e artista Guido Brollo.