Undici persone sono state raggiunte da misure cautelari per traffico di droga tra Gela, Riesi e Catania. L'operazione 'Prisma bis' ha smantellato un'organizzazione dedita allo spaccio con ingenti volumi d'affari.
Operazione 'Prisma bis' colpisce traffico di droga
I carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito 11 misure cautelari. L'ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta. La richiesta è arrivata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia. Cinque persone sono agli arresti domiciliari. Altri quattro hanno l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Uno è sottoposto a divieto di dimora. Infine, uno deve presentarsi alla Polizia giudiziaria.
Gli indagati devono rispondere di diverse violazioni. Si tratta di concorsi nel Testo Unico sugli stupefacenti. Hanno gestito un'attività di spaccio strutturata. Le sostanze stupefacenti venivano distribuite nei territori di Riesi e Gela. Esistevano canali di rifornimento stabili. Questi collegavano le piazze di Gela e Catania. A un indagato è stata contestata anche un'estorsione.
Indagine nata da aggressione armata
L'indagine è partita da un'aggressione armata. L'episodio risale al 10 settembre 2025. Le vittime erano due fratelli di Riesi. La sparatoria era legata al traffico di stupefacenti. Uno dei fratelli fu ferito alla schiena. Uno degli aggressori subì una ferita a una spalla. Questo avvenne a causa di «fuoco amico», secondo le ricostruzioni. Il 20 settembre 2025, 4 presunti esecutori materiali furono arrestati. Furono posti in custodia cautelare in carcere.
Le indagini successive sono durate circa sei mesi. Si sono concluse nel marzo 2026. I carabinieri hanno raccolto prove concrete. Queste riguardano l'operatività di due nuclei criminali. Erano collegati da legami familiari. Avevano anche consolidati rapporti di collaborazione. Condividevano interessi economici.
Struttura criminale e rifornimenti
Un nucleo era radicato a Riesi. Era inizialmente coordinato da una coppia di fratelli. Gestiva operativamente la piazza di spaccio locale. Si occupava della rendicontazione dei proventi. Custodiva la cassa comune. La struttura ha dimostrato resilienza. Dopo il ferimento e l'arresto di un promotore, è subentrata una nuova figura. Questa è ritenuta apicale. Ha garantito la prosecuzione delle attività illecite. Ha ripartito i compiti tra gli spacciatori. Ha mantenuto le relazioni con i referenti esterni.
Esisteva una rete di approvvigionamento esterna. Questa operava su Gela e Catania. Si trattava di fornitori stabili. Garantivano flussi continui di hashish e cocaina. La gestione dei crediti insoluti ha creato frizioni. Queste hanno portato a condotte intimidatorie ed estorsive. L'aggressione armata del settembre 2025 sarebbe collegata. Si ipotizza un mancato saldo di un debito. Il gruppo di Riesi doveva pagare forniture pregresse alla filiera di Gela.
Estorsione e volume d'affari
Nell'ottobre 2025, a Riesi, è scattata un'azione estorsiva. Un'autovettura di uno spacciatore fu presa con la forza. L'uomo fu costretto a cedere il veicolo. Questo serviva come garanzia e parziale saldo del debito. Le indagini tecniche hanno contestato 633 episodi di spaccio. Il volume d'affari stimato è di circa 8.000 euro a settimana. Sono stati identificati circa 200 clienti abituali.
L'organizzazione adottava un rigoroso protocollo di sicurezza. Utilizzavano decine di schede SIM. Erano intestate fittiziamente a extracomunitari o prestanome. Usavano utenze «di servizio». Il linguaggio era criptico per nascondere la droga. Il sistema di pagamento era basato su strumenti telematici. La cessione avveniva in un appartamento o nel veicolo del cliente.
Sequestri e arresti
Il monitoraggio investigativo ha portato a diversi interventi. Sono state arrestate 2 persone in flagranza. Un corriere fu fermato di rientro da Catania. Portava 150 grammi di cocaina e 1 panetto di hashish da 100 grammi. Altre 3 persone sono state denunciate. Sono stati sequestrati complessivamente 1,484 chilogrammi di hashish e 150 grammi di cocaina.
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